Il PASFA “compie” 100 anni

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(19-10-2015) Il PASFA, Associazione per l’Assistenza Spirituale alle Forze Armate, inserita nella Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, si appresta a celebrare i 100 anni di fondazione. Per l’occasione, sono stati programmati alcuni appuntamenti che vedranno confluire a Roma oltre 300 soci provenienti dalle diverse sezioni dislocate su tutto il territorio nazionale.

Martedì 20 ottobre alle 17.30 l’Ordinario Militare per l’Italia, S.E. Mons. Santo Marcianò, in Santa Caterina a Magnanapoli, presiederà l’eucaristia. Prevista poi per mercoledì 21 la partecipazione all’Udienza del Santo Padre in Piazza San Pietro. Nella stessa serata di mercoledì, a Santa Maria ad Martyres – Pantheon (ore 21), avrà luogo un concerto polifonico diretto dal maestro Mons. Marco Frisina, alla presenza dell’Ordinario Militare e delle alte cariche civili e militari. Così l’Ordinario Militare si rivolgeva, lo scorso giugno, al PASFA nell’ambito dell’Assemblea Nazionale: “Questo è un anno particolare, importante per memoria e prospettive, proprio perché l’Associazione è nata alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Insieme – concludeva – dobbiamo camminare, noi ministri e voi laici, edificatori del regno di Dio”.   Cenni storici sull’Associazione PASFA L’Associazione PASFA nasce a Roma nel maggio 1915, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Il Generale Luigi Ferrero di Cavallerleone, Comandante la Sanità Militare, organizza i Cappellani presso gli ospedali militari e si rende conto della necessità di offrir loro una collaborazione. Questo progetto è sostenuto da sua moglie Giovanna, dalla moglie del Generale Cadorna e da altre signore. La Regina Elena viene coinvolta nell’iniziativa, ne diventa promotrice e delega le dame di Corte, provenienti da varie località d’Italia, ad organizzare nelle loro città d’origine i “Comitati per l’Assistenza Religiosa all’Esercito”. Il Comitato Nazionale, come pure la sede della Curia del Vescovo Castrense, trova ospitalità presso il Collegio Capranica di Roma, dove si tiene la prima riunione, l’11 febbraio 1916, convocata dalla Presidente, Principessa Isabella Borghese. Il Vescovo Castrense, Monsignor Bartolomasi, delinea i compiti del Comitato: – andare incontro ai bisogni elementari dei soldati; – fornire ai Cappellani altari mobili e l’occorrente per il servizio religioso; – confortare i feriti negli ospedali da campo e nei convalescenziari; – prestare assistenza nei posti di ristoro e nelle Case del Soldato; – fare da tramite fra i soldati, spesso analfabeti, e le famiglie lontane. Con la fine della guerra sembra finito lo scopo dei Comitati, ma quando con la legge del 1926 è istituzionalizzato l’Ordinariato Militare d’Italia, viene costituito ufficialmente il “Comitato delle Patronesse per l’Assistenza Spirituale alle Forze Armate”, con lo scopo principale di coadiuvare l’opera dei Cappellani Militari. Alla fine della Seconda guerra mondiale, nell’agosto 1945 è nominata Presidente Nazionale Amalia, vedova del Colonnello Giuseppe di Montezemolo, Medaglia d’oro, trucidato alle Fosse Ardeatine. La nuova Presidente si dedica pazientemente all’opera di ricostruzione del Patronato, assicurando una ripresa piena e completa del Comitato di Roma e portandosi di persona, ripetutamente, nelle varie città, per incoraggiare le Sezioni a riprendere la loro attività, consistente nell’aiutare concretamente i Militari, congedati o in servizio, nel visitare periodicamente i ricoverati negli ospedali militari o civili, nell’assistere i detenuti nelle carceri militari. Nel 1969 è indetto il primo Congresso: un incontro fra i responsabili dei Comitati, finalizzato soprattutto alla reciproca conoscenza, ad un confronto sulle diverse attività, alla stesura di uno statuto che codifichi sia la struttura del Patronato, che le indicazioni, operative. Le attività avevano bisogno di aggiornamento e s’intuiva che, per evitare l’anacronismo, bisognava affrontare anche un cambiamento di stile, adeguato al mutare dei tempi. Tutto ciò viene preso in esame e proposto alle Sezioni dalla Presidenza Nazionale, guidata dal 1973 al 1985 da Livia Andreotti. Nel Congresso del 1977, fondamentale per l’approvazione del primo statuto e del primo regolamento, è sottolineata la necessità di un maggiore coinvolgimento. Viene codificata una precisa e definitiva collocazione del PASFA all’interno dell’Ordinariato Militare, attraverso l’articolo 3 dello Statuto che stabilisce, in rapporto alle linee direttive generali ed alla nomina del Presidente Nazionale, una diretta dipendenza dall’Arcivescovo Ordinario Militare. Un inserimento nel contesto ecclesiale italiano sarebbe stato perfezionato nel 1984 dal riconoscimento ufficiale da parte della Conferenza Episcopale Italiana, riconoscimento che inserisce il PASFA automaticamente nella CNAL, Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, a fianco delle più importanti associazioni cattoliche. I Congressi del 1983 e 1985 modificano in parte lo Statuto: nel 1983 viene tolta la tradizionale limitazione di iscrizione alle sole donne e nel 1985 il nuovo articolo 1 decreta la fine dell’idea di “Patronato” in favore di quella più impegnativa e complessa, ma decisamente più attuale e significativa, di “Associazione di volontariato”. Si tratta di una scelta definitiva di stile: quello della disponibilità, del coinvolgimento personale e della gratuità, aspetti peculiari del volontariato, insieme con quello dell’autentica carità cristiana e della testimonianza rivolta ai Militari di ogni ordine e grado, senza distinzioni di Arma, di appartenenza o di fede religiosa. Negli anni ottanta l’Ordinario Militare, Monsignor Bonicelli, svolge una determinante azione di incoraggiamento ad intraprendere la via del rinnovamento. La Presidenza Nazionale, guidata dal 1985 al 1999 da Ada Nardini, avvia un concreto programma di formazione dei Soci ed un’analisi più attenta dell’ambiente militare, in vista di un’azione più incisiva dell’Associazione, da realizzare anche attraverso una concreta collaborazione, oltre che con i Cappellani, con i Comandi e con i Militari. Intanto il dialogo avviato con altre associazioni cattoliche italiane offre l’opportunità di far conoscere e comprendere l’autentica realtà delle Forze Armate. Nel 1986 la Santa Sede, con la Costituzione Apostolica “Spirituali Militum Curae”, definisce gli Ordinariati Militari di ogni nazione vere e proprie Diocesi e sancisce l’appartenenza del PASFA all’Ordinariato stesso. Negli anni 80 e 90 si ha chiara l’intuizione che il sostegno, sia dei Cappellani, che del PASFA, orientato sui militari di leva, debba essere indirizzato ai Quadri permanenti e soprattutto alle famiglie. Nel 2001 la Presidente Nazionale Giovanna Klinger organizza un Congresso dedicato al tema “La famiglia supporto fondamentale del militare”, a cui partecipano tutte le Sezioni ed i rappresentanti del mondo militare, civile, politico ed esperti del settore. Nel 2002, l’Arcivescovo Ordinario Militare Monsignor Giuseppe Mani, il Consiglio Direttivo Nazionale e le Sezioni si rendono conto della necessità di adeguare lo Statuto dell’Associazione alle leggi vigenti in materia di volontariato. Viene quindi elaborato un nuovo Statuto (28 febbraio 2003) e viene inoltrata alla Prefettura di Roma la richiesta per l’ottenimento della personalità giuridica, che viene concessa il 6 giugno 2005. Con il nuovo Statuto, il Presidente Nazionale non è più nominato dall’Arcivescovo, ma dal Consiglio Direttivo Nazionale, a sua volta eletto dall’Assemblea Generale dei Soci Ordinari. L’attuale Presidente Nazionale, Raffaella Carpitelli, si sta adoperando per completare l’opera di adeguamento ai tempi: il 26 luglio 2006 viene concessa la qualifica di ONLUS; viene stipulata la polizza di assicurazione per il volontariato; realizzata la normativa per la privacy; aggiornato il sito internet www.pasfaorilus.it. Attualmente la Presidenza Nazionale, coinvolgendo le Sezioni, si sta attivando, a fianco dei militari impegnati nelle operazioni di pace all’estero, per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali: fornitura di materiale sanitario (incubatrici, defibrillatori), medicinale, didattico, sportivo, ludico in Iraq (2004), in Afghanistan, Kosovo e Libano. Le Finalità dell’Associazione: L’Associazione PASFA, apolitica e senza fini di lucro, svolge attività statutaria, rivolta esclusivamente al perseguimento di finalità di solidarietà sociale, diretta ad arrecare benefici esclusivamente ai soggetti che si trovino in condizioni di obiettivo disagio connesso a situazioni psico-fisiche particolarmente invalidanti e/o situazioni di emarginazione sociale; in tale ambito deve: – coadiuvare efficacemente l’opera dei Cappellani Militari nel Servizio Assistenza Spirituale ai Militari; – impegnarsi nell’assistenza spirituale, morale, materiale e culturale per una globale promozione umana di tutti gli appartenenti alle Forze Armate, alla Guardia di Finanza e agli Organismi in cui operano i Cappellani Militari in servizio in Italia e all’estero e alle loro famiglie, ai pensionati, ai reduci e agli invalidi per servizio e alle loro famiglie, nonché alle famiglie dei Caduti e al Personale Civile, senza alcuna distinzione in base all’etnia, al sesso, al credo politico o religioso, al grado e/o alla durata della permanenza nei quadri; – evidenziare in ogni ambiente l’opera che gli appartenenti alle Forze Armate, alla Guardia di Finanza e agli Organismi in cui operano i Cappellani Militari, svolgono in favore della Comunità Nazionale ed Internazionale. L’Associazione potrà compiere tutte le operazioni di gestione patrimoniale con espresso divieto di svolgere attività che non siano direttamente connesse al raggiungimento delle suddette finalità istituzionali. Potrà pertanto, a fine meramente esemplificativo e non esaustivo: – svolgere specifiche attività di ausilio spirituale, materiale e culturale a favore degli appartenenti alle Forze Armate, alla Guardia di Finanza e agli Organismi in cui operano i Cappellani Militari, nonché delle loro Famiglie; – stipulare convenzioni con lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e con altri Enti Pubblici e Privati; – organizzare manifestazioni volte all’elevazione spirituale e culturale degli stessi appartenenti alle Forze Armate, Guardia di Finanza e agli Organismi in cui operano i Cappellani Militari e delle loro Famiglie; – assumere iniziative volte a favorire l’informazione e la conoscenza da parte dei terzi delle problematiche degli appartenenti stessi alle Forze Armate, Guardia di Finanza e agli Organismi in cui operano i Cappellani Militari, dell’utilità delle iniziative e dei risultati ottenuti; – gestire iniziative volte alla raccolta di fondi. Per il concreto conseguimento delle finalità statutarie l’Associazione potrà altresì compiere ogni operazione mobiliare, immobiliare e finanziaria volta alla gestione e all’incremento del patrimonio dell’Associazione stessa, con espresso divieto di porre in essere attività commerciali e produttive non marginali. Potrà pertanto aprire e movimentare conti correnti bancari e/o postali, ricevere donazioni e lasciti testamentari con beneficio d’inventario, assumere obbligazioni ed estinguerle e compiere qualsiasi altra operazione nel rispetto dei vincoli di cui alla Legge 11 agosto 1991 n. 266. L’Associazione intende avvalersi di tutti i benefici e le provvidenze a favore delle organizzazioni onlus previsti dalle norme nazionali e regionali vigenti e di successiva emanazione.