(18-12-2025) Ieri mattina 17 dicembre, durante la celebrazione Eucaristica, seguita da un momento conviviale, S.E. Mons. Gian Franco Saba ha rivolto i suoi Auguri di Natale e di inizio del nuovo anno ai collaboratori, civili e militari, che prestano servizio presso la Curia della Chiesa Castrense.
In tale occasione, vicina al suo pastore, si è resa presente anche la Scuola Allievi Cappellani.
A seguire alcuni passaggi significativi dell’omelia mons. Saba:
Ci ritroviamo insieme questa mattina per rendere grazie al Signore del cammino che ci fa trascorrere assieme, questo cammino è un itinerario che ha sempre una meta e una compagnia, l’incontro con Gesù. Il Natale in fondo ci riconduce all’essenziale della nostra vita cristiana, l’incontro con Gesù.
Questo incontro è un incontro che, come ci ricorda il Vangelo odierno, conduce a un progetto di generatività. Abbiamo ascoltato la genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. Gesù fa parte di una genealogia, fa parte cioè di una storia, della nostra storia, della storia dell’umanità.
L’Angelo mostra che al momento in cui Gesù nacque avvennero due cose. Primo, non vi era posto per loro. Dopo che nacque, la paura che egli potesse togliere il posto ai re della terra. Questo timore è sempre possibile nella storia. perché la creatura umana può essere sempre tentata di vivere senza Dio, di vedere in Dio un rivale, colui per il quale non c’è spazio, perché abbiamo bisogno di introdurre altre cose, di riempire lo spazio in altro modo…
Nessuna creatura umana è un rivale. Natale, in fondo, ci invita a superare la psicologia delle rivalità. Noi qui, in questo luogo, dove ferialmente collaboriamo per la missione della chiesa castrense, della Chiesa Ordinariato Militare, lavoriamo per questa causa, per la più alta causa, sostenere, supportare, incoraggiare, promuovere l’azione pastorale dell’Annuncio di Gesù, che bussa ancora oggi alle porte dell’umanità…
Egli è veramente l’unico, perché Dio è in grado di coniugare gli opposti, di coniugare i contrari, la forza e la dolcezza, per farci intraprendere la via della sapienza…
Una difesa che si ispira ai valori cristiani è una difesa che si sforza di coniugare gli opposti. L’azione pastorale, perciò, è volta a formare persone che sappiano coniugare gli opposti.
La presenza degli allievi cappellani della Scuola, allievi cappellani militari intende favorire una vera diplomazia della difesa ispirata al Vangelo, una vera diplomazia della difesa che promuove il Vangelo della Pace, educa e forma personalità che attraverso il sacrificio, la dedizione e l’impegno entrano nelle vene della storia, come ci ricorda Papa Leone XIV, guardando con realismo il male, ma anche sostenuti dal vincolo e dalla forza del Vangelo capace di trasformare ogni cosa.











