(18-12-2025) Si è tenuto a Roma dal 4 al 5 dicembre 2025 il convegno interuniversitario “Diritti Umani e Pace” promosso dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza, dalla Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum, dalla Consulta Italiana per la Libertà Religiosa o di Credo, dalla Fondazione Centro Studi Filosofici di Gallarate e dal Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche e dall’on. Lorenzo Malagola con il contributo di numerose istituzioni accademiche e della società civile. Il convegno ha posto al centro della discussione pubblica il valore imprescindibile della libertà religiosa quale diritto umano fondamentale, ribadendo la responsabilità delle istituzioni, del mondo accademico e di tutte le componenti della società nel difendere e promuovere la dignità umana e la pace in un contesto internazionale sempre più complesso e segnato da conflitti e polarizzazioni.
I lavori si sono aperti il 4 dicembre nella Sala Stampa della Camera dei Deputati con i saluti istituzionali della Prof.ssa Angela Ales Bello, presidente del Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche, e del Prof. Andrea Bizzozero, decano della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum, e del Prof. Shahid Mobeen, professore stabile di filosofia presso della Pontificia Università Urbaniana e presidente della Consulta Italiana per la Libertà Religiosa o di Credo.
L’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, Monsignor Gian Franco Saba, ha inaugurato i lavori con un intervento profondo sul valore della pace, della dignità umana e della libertà religiosa, richiamando come la pace non possa ridursi a un semplice equilibrio, ma richieda un riconoscimento concreto della dignità di ogni persona: «La pace non nasce da accordi formali, ma dal riconoscimento concreto della dignità di ogni persona. Senza questo fondamento, ogni progetto di convivenza resta incompiuto». Mons. Saba ha sottolineato l’importanza di una mentalità che rifiuti la logica dello scontro e privilegi l’ascolto e il dialogo: «Costruire la pace richiede una mentalità nuova: rifiutare la logica dello scontro, scegliere il disarmo del cuore e promuovere una comunicazione capace di ascolto più che di contrapposizione», osservando come la fede cristiana sia parte essenziale della soluzione alle contraddizioni sociali e dell’umanità contemporanea e che la riconciliazione sia un diritto spesso dimenticato ma decisivo per sanare le ferite profonde dei conflitti.
A seguire, Davide Dionisi, Inviato Speciale del Governo Italiano per la promozione della libertà religiosa nel mondo, ha sollecitato attenzione sulla gravità della situazione globale, ricordando che le persecuzioni religiose crescono in molte aree del pianeta e rappresentano una minaccia diretta alla pace e alla convivenza civile. Nel suo intervento ha riaffermato con forza che «le persecuzioni religiose non sono soltanto violazioni della libertà di coscienza: rappresentano un attacco diretto alla pace. Dove viene meno il rispetto per la diversità religiosa, si accende sempre la miccia dell’odio e della violenza», sottolineando l’impegno italiano a sostegno della libertà religiosa attraverso iniziative istituzionali e parlamentari e la collaborazione con la Consulta Italiana per la Libertà Religiosa.
La Dott.ssa Sandra Sarti, Presidente di Aiuto alla Chiesa che Soffre – Italia, ha poi presentato i dati più aggiornati del Rapporto sulla Libertà Religiosa nel Mondo, uno studio biennale che analizza le violazioni di questo diritto in 196 Paesi. La sua relazione ha messo in evidenza trend allarmanti, con milioni di persone costrette a vivere in contesti dove la libertà di credo è compromessa, ricordando come la comunità internazionale non possa più esimersi dall’intervenire per tutelare un diritto fondamentale che riguarda la dignità umana stessa.
Il 5 dicembre, presso la Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum, sotto i saluti del Rettore Magnifico Padre Agustín Hernández Vidales, si sono approfonditi aspetti filosofici, antropologici e teologici della persona e della libertà religiosa grazie agli interventi di docenti e ricercatori provenienti da diverse università italiane, con un dialogo che ha valorizzato l’approccio interdisciplinare necessario per comprendere le radici culturali dei diritti umani.
In questa sessione, sono intervenuti Giovanna Petrocco (Sapienza Università di Roma), Don Massimo Carlino (Ordinariato Militare per l’Italia), Vinicio Busacchi (Università di Cagliari) e Lorenzo Turchi (Pontificia Università Antonianum) e il Prof. Andrea Bizzozero. I relatori hanno affrontato, da prospettive filosofiche, antropologiche e teologiche, il rapporto tra dignità umana, esperienza religiosa e fondamento dei diritti, in un dialogo che ha evidenziato la necessità di un approccio interdisciplinare.
Nel pomeriggio, nella Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza Università di Roma, la sessione moderata dalla Prof.ssa Luisa Avitabile, preside della facoltà di Giurisprudenza, ha riunito i contributi dei professori Roberta De Monticelli (Università Vita-Salute San Raffaele), Francesco Totaro (Università di Macerata) e Paolo Cancelli (Pontificia Università Antonianum). Le tre relazioni hanno approfondito le implicazioni filosofiche, giuridiche ed etiche della libertà religiosa, analizzando il nesso tra persona, pluralismo e tutela dei diritti fondamentali all’interno dello Stato costituzionale.
La giornata si è conclusa con la tavola rotonda su «Diritti umani, libertà religiosa e la formazione dei giovani», promossa dalla Consulta Italiana per la Libertà Religiosa o Credo nel Mondo e moderata dalla vicepresidente Daniela Canclini, che ha offerto uno spazio di riflessione sulle principali sfide globali e sul ruolo delle nuove generazioni. Marta Petrosillo, direttore del Rapporto sulla libertà religiosa di Aiuto alla Chiesa che Soffre ha illustrato la libertà religiosa come diritto umano fondamentale, evidenziando la situazione globale e la necessità di una difesa coerente dei diritti in ogni contesto. Il Prof. Pietro Polieri, professore a contratto di Antropologia culturale e Assegnista di Ricerca in Filosofia del diritto presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, ha approfondito come la tutela giuridica della libertà religiosa richieda il riconoscimento della religione come elemento costitutivo della persona e delle relazioni sociali. Valeria Martano, responsabile di evangelizzazione, promozione umana e dialogo interreligioso in Asia per la Comunità di Sant’Egidio, ha evidenziato le sfide di un mondo polarizzato e ha richiamato l’importanza della cultura del dialogo, della pace e della formazione secondo l’insegnamento di Papa Leone XIV e di Papa Francesco. Maria Ricci, esperta di cooperazione internazionale, ha posto l’accento sul ruolo cruciale della dignità umana e dell’educazione come strumenti per costruire pace e coesione, facendo riferimento a sue esperienze dirette sul campo. Le conclusioni affidate al Prof. Shahid Mobeen hanno riaffermato il ruolo centrale della Consulta nel promuovere dialogo, tutela dei diritti fondamentali e cultura della libertà religiosa, sottolineando l’importanza di un impegno condiviso e dell’apporto dei giovani nella costruzione di società più giuste, inclusive e pacifiche.







