(19-12-2025) Ha per titolo «In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra» (Gen 12,3). Sessant’anni di “Nostra Aetate” il sussidio predisposto dall’Ufficio Nazionale della CEI per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso (UNEDI) in vista della 37ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, che si celebrerà sabato 17 gennaio 2026.
Nel sito dell’UNEDI (https://unedi.chiesacattolica.it/2025/12/15/giornata-del-dialogo-tra-cattolici-ed-ebrei-sussidio-e-locandina-2026/) sono scaricabili i fascicoli del sussidio per celebrare la giornata di dialogo tra cattolici ed ebrei.
I Messaggi dei Vescovi e dei Rabbini d’Italia sono centrali nella riflessione della prossima Giornata di dialogo. Il Messaggio dei Vescovi si apre con una affermazione che rafforza il dialogo che va avanti da ben trentasette anni: «È meraviglioso ricordare, soprattutto in questi tempi, che come cristiani e come ebrei siamo dentro la medesima benedizione». I Vescovi condannano l’antisemitismo e per conoscere correttamente l’ebraismo consigliano con forza l’approfondimento delle 16 schede, realizzate dalla CEI e dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e raccordano il testo Decostruire l’antigiudaismo cristiano. Continuano con il ribadire la condanna dell’atto ignobile del 7 ottobre 2023: «Ribadiamo la nostra ferma e decisa condanna dell’atto terroristico e ignobile del 7 ottobre 2023. Siamo vicini alle vittime del popolo ebraico e a quelle del popolo palestinese nella tragedia di Gaza e auspichiamo una soluzione che consenta a entrambi, come anche agli altri gruppi presenti in quei territori, una convivenza pacifica». Con un appello alla Pace, il Messaggio dei Vescovi si chiude con una nota di speranza, dove il dialogo interreligioso tra cattolici ed ebrei costituisce «testimonianza di una vera ricerca di pace».
Il Messaggio dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia sottolinea, tra l’altro, che il passo biblico di Gn 12,3 proposto per la riflessione «può aiutarci a riprendere il dialogo con maggiore chiarezza e con più ampia fiducia, affrontando nelle forme e nelle sedi opportune i temi su cui si sono registrate le sensibilità più discrepanti, particolarmente legate al tragico conflitto in Israele e a Gaza. In termini generali consideriamo importante prendere atto che si condividono alcuni problemi di grave e urgente attualità».
