“Dilexi te – Ti ho amato”, portare Cristo nelle vene dell’umanità.

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(20-12-2025) Nel cuore del tempo natalizio, la sera del 17 dicembre, nella suggestiva cornice di Piazza del Popolo, presso il Comando della Legione Carabinieri Lazio, è stato benedetto il presepe che accompagna il cammino spirituale dell’Arma in questo tempo di grazia. Un gesto semplice e profondo, che si colloca simbolicamente mentre si chiude la Porta Santa del Giubileo, ma resta spalancato il cuore di Dio, sempre pronto ad accogliere, perdonare e rinnovare.

Il tema scelto per il presepe di quest’anno, “Dilexi te – Ti ho amato”, ispirato all’Esortazione Apostolica di Papa Leone XIV, richiama con forza il fondamento della fede cristiana: l’amore preveniente di Dio, che si fa carne e storia per incontrare l’uomo là dove vive, soffre e spera. È l’amore che scorre nelle vene dell’umanità, come linfa vitale capace di ridare senso e futuro.

Il presepe, realizzato con sensibilità artistica e spirituale dall’App. Sc. S.Q. Raimondo Accardo, è stato benedetto da Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità. Nel suo intervento, il Cardinale ha elogiato la singolare bellezza dell’opera e l’attualità del tema proposto, invitando a rileggere la storia della salvezza alla luce dei momenti complessi che l’umanità sta vivendo oggi. Una storia che non si ferma al passato, ma continua nel presente, chiedendo uomini e donne capaci di custodire il bene, la giustizia e la pace.

Alla celebrazione erano presenti il Comandante della Legione Carabinieri Lazio, Gen. D. Ugo Cantoni, il Comandante Provinciale, Gen. Marco Pecci, e una significativa rappresentanza di carabinieri, insieme all’artista che ha dato forma al presepe. Il Cappellano Militare della Legione, don Donato Palminteri, ha portato i saluti e la vicinanza dell’Ordinario Militare per l’Italia, S.E.R. Mons. Gian Franco Saba, impegnato in questi giorni nella visita ai reparti militari dislocati sul territorio nazionale in preparazione al Santo Natale.

Nel suo messaggio, il Cardinale Parolin ha voluto esprimere un sentito ringraziamento ai Carabinieri per il servizio quotidiano reso alla città e al Paese, ancor più intenso in questo Anno Giubilare. Un servizio che non è solo presidio di sicurezza, ma autentica custodia di speranza, soprattutto per i più fragili. Essere carabiniere, in questa prospettiva, significa farsi presenza viva, segno concreto di un amore che si incarna nel quotidiano e si traduce in dedizione, sacrificio e prossimità.

Il presepe diventa così icona della missione: servire l’uomo significa portare Cristo nelle vene dell’umanità, là dove la vita domanda protezione, giustizia e speranza. Come Maria e Giuseppe custodiscono il Bambino, così ogni operatore di pace è chiamato a custodire la dignità di ogni persona, riconoscendo in ciascuno un figlio amato.

A suggello di questo momento di grazia, risuonano le parole di Papa Leone XIV, che illuminano il mistero contemplato nel presepe:

«Nel presepe contempliamo il mistero di un Dio che si fa vicino, entrando nella nostra storia con l’umiltà di un bambino. È un invito a riscoprire il silenzio, la preghiera e la comunione con Lui».

In questo silenzio abitato dall’Amore, il Natale rinnova la vocazione di ogni carabiniere: essere sentinella di umanità, testimone di un Dio che ha amato per primo e continua ad amare senza misura.

don Donato Palminteri