(29-12-2025) Nella Chiesa giubilare della Base italiana di Niamey, sede del Comando della Missione Bilaterale di Supporto in Niger (MISIN), si è svolta ieri mattina la Santa Messa per la chiusura della Chiesa Giubilare a conclusione dell’Anno Santo della Speranza.
La solenne celebrazione eucaristica è stata officiata dall’Arcivescovo metropolita di Niamey, S.E. Mons. Djalwana Laurent Lompo, e concelebrata da Frà Michele Mangialardi, cappellano militare della MISIN, che si avvia a concludere il proprio periodo di missione nel prossimo mese di gennaio 2026.
Insieme, hanno voluto condividere con il personale militare italiano un intenso momento di preghiera e di riflessione spirituale.
Alla Santa Messa ha preso parte il Comandante della MISIN, Generale di Brigata Ivan Cioffi, insieme agli uomini e alle donne della Missione, riuniti in un clima di profonda partecipazione e raccoglimento.
Nel corso dell’omelia, l’Arcivescovo Lompo ha richiamato il significato profondo del Giubileo come tempo di rinnovamento interiore, di riconciliazione e di speranza, sottolineando il valore della testimonianza cristiana anche nei contesti più complessi e lontani dalla propria terra d’origine. La chiusura dell’Anno Santo ha così assunto un forte valore simbolico, quale segno di un cammino spirituale vissuto nella quotidianità del servizio.
La celebrazione ha rappresentato un momento di unità e comunione, nel quale la dimensione della fede unita a quella della Sacra Famiglia di Nazareth, si è intrecciata con quella della missione, rafforzando il senso di fraternità che accompagna il personale della MISIN nel delicato impegno a favore della stabilità, della cooperazione e della pace.
In un teatro operativo dove la distanza dagli affetti e dalla Patria si fa sentire, ritrovarsi insieme nella Chiesa giubilare della Base ha consentito ai militari di riscoprire la forza della misericordia e della speranza, affidando al Signore il proprio servizio e il futuro della missione.
La chiusura dell’Anno Giubilare, lascia così un’eredità spirituale profonda, testimoniando come anche lontano dall’Italia la fede continui a essere luce e sostegno per gli uomini e le donne della Difesa impegnati nei vari Teatri Operativi in cui l’Italia è attualmente presente.











