(12-01-2026) Si è ieri svolto presso la Base italiana di Niamey, sede del Comando della Missione Bilaterale di Supporto in Niger (MISIN), il passaggio di consegne tra il cappellano militare uscente, Frà Michele Mangialardi, e il nuovo cappellano militare, Don Marco Minin, che assume l’incarico di assistenza spirituale al personale italiano impiegato in teatro operativo.
Con questo avvicendamento si conclude il mandato di Frà Michele Mangialardi, iniziato nel giugno 2025, durante il quale il cappellano ha accompagnato con dedizione e discrezione le donne e gli uomini della MISIN, offrendo costante sostegno spirituale, umano e morale in un contesto operativo complesso e segnato da profonde fragilità sociali.
Nel salutare Frà Michele, il personale della MISIN, a cominciare dal Comandante della Missione, Generale di Brigata Ivan Cioffi, ha espresso sentimenti di profondo apprezzamento e sincera gratitudine per l’opera svolta, non solo a favore della comunità militare italiana, ma anche per l’attenzione concreta rivolta alle Sorelle della Carità, alla Comunità cattolica di Niamey e alle numerose iniziative di solidarietà promosse in favore dei più bisognosi. Un impegno silenzioso e costante, volto ad alleviare le sofferenze di una popolazione duramente colpita da povertà e miseria estrema, testimoniando il Vangelo attraverso gesti di prossimità e carità.
Contestualmente, la comunità della MISIN ha accolto con spirito di fiducia Don Marco Minin, nuovo cappellano militare della Missione, sacerdote che porta con sé una significativa esperienza maturata come cappellano militare della Brigata Alpina “Julia” e della Brigata Paracadutisti “Folgore”. Un percorso pastorale che rappresenta un solido punto di partenza per il servizio che lo attende in Niger, a fianco dei militari italiani impegnati nella Missione.
Nel ringraziare Frà Michele per il servizio reso con generosità e spirito evangelico, la comunità militare della MISIN ha rivolto a Don Marco un caloroso augurio di buon servizio sacerdotale, nella certezza che saprà continuare a essere guida spirituale, presenza fraterna e segno di speranza per tutti coloro che operano lontano dalla Patria.
Un passaggio di consegne che si inserisce nel solco della continuità pastorale dell’Ordinariato Militare per l’Italia, testimoniando come, anche nei contesti più difficili, la presenza del cappellano militare resti un riferimento essenziale di fede, umanità e servizio.











