(20-03-2026) Mercoledì 18 marzo Torino ha accolto la visita dell’Ordinario Militare Mons. Gian Franco Saba, giunto nel capoluogo piemontese per presiedere la solenne Celebrazione Eucaristica in preparazione alla Santa Pasqua, rivolta ai reparti delle Forze Armate e dei Corpi Armati e dello Stato presenti nella regione Piemonte.
Ad accogliere l’Ordinario Militare, i cappellani militari del Piemonte e Valle d’Aosta, i Vertici delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e delle diverse articolazioni dello Stato, le cui voci sono state riassunte dal Decano don Diego che ha rivolto un indirizzo di saluto dove ha sottolineato il profondo legame tra la città di Torino e la storia dell’Ordinariato Militare. Un rapporto che affonda le radici nella Prima Guerra Mondiale, quando, su impulso del generale Cadorna e con il consenso della Santa Sede guidata da Benedetto XV, venne istituita la figura del Vescovo di Campo, affidata a Mons. Angelo Bartolomasi, allora vescovo ausiliare di Torino. Un legame reso ancor più concreto durante la celebrazione dall’utilizzo del pastorale appartenuto proprio a Mons. Bartolomasi, segno eloquente di continuità tra “memoria e profezia” nella vita della Chiesa Castrense.
Nel contesto dell’anno del centenario dell’istituzione giuridica dell’Ordinariato Militare per l’Italia, vissuto sotto il tema “Inter Arma, Caritas”, la celebrazione ha rappresentato un momento di raccoglimento e di rinnovata consapevolezza della missione spirituale accanto ai militari, chiamati a operare in scenari complessi e spesso segnati da conflitti e sofferenze. La celebrazione, animata dalla Schola Cantorum della Sacra di San Michele insieme a un quintetto della Fanfara della Brigata Alpina Taurinense, si è svolta in un clima di profonda partecipazione e raccoglimento, offrendo a tutti i presenti un’occasione di preparazione spirituale alla Pasqua.
Nell’omelia, l’Arcivescovo Saba ha richiamato con forza il cuore del mistero pasquale, evidenziando come “l’agire di Dio” sia un agire d’amore che si manifesta pienamente nella Pasqua di Cristo. Un amore che apre all’uomo un orizzonte di eternità e che invita a guardare alla vita come a un pellegrinaggio accompagnato dalla presenza di Dio.
“La Pasqua – ha sottolineato – è un atto di amore di Dio verso l’umanità” e, proprio per questo, interpella ogni credente a lasciarsi coinvolgere in questa dinamica di amore che genera vita. In un mondo segnato da tensioni e divisioni, il Vescovo ha evidenziato come l’umanità “soffra di un amore luminoso”, capace di superare egoismi e contrapposizioni.
Rivolgendosi in modo particolare ai militari e ai servitori dello Stato, l’Ordinario Militare ha indicato una prospettiva esigente e attuale: essere “diplomatici dell’amore”, ambasciatori di riconciliazione e costruttori di pace nei contesti in cui sono chiamati a operare. Una missione che non si fonda su logiche di interesse, ma su un “orizzonte di eternità” e su una visione alta della persona umana.
Nel suo insieme, la giornata torinese ha rappresentato non solo un momento liturgico, ma anche un forte richiamo alla responsabilità condivisa di contribuire, ciascuno nel proprio ambito, a “far risorgere la terra”, testimoniando con la vita la forza disarmante dell’amore pasquale.





