(25-03-2026) Si è svolta lunedì 23 marzo la Celebrazione Pasquale interforze a Cagliari. Ad accogliere l’Ordinario Militare per l’Italia, Mons. Gian Franco Saba, è stato il Comandante di Presidio, l’Amm.D. Enrico Pacioni, insieme agli altri comandanti: Gen. Stefano Scanu (Esercito), Gen. Daniele Donati (Aeronautica Militare), Gen. Francesco Rizzo (Carabinieri), Gen. Claudio Bolognese (Guardia di Finanza). Presenti, tra le autorità, il Prefetto di Cagliari Paola Dessì, il Prefetto di Sassari Grazia La Fauci e il rappresentante del Governo, Sebastiano Cento.
Una celebrazione particolarmente toccante che ha visto Mons. Saba celebrare per la prima volta, come Ordinario Militare, nella Basilica di Nostra Signora di Bonaria, patrona massima della Sardegna.
Le sue parole subito sono andate al cuore dei fedeli perché calate nel contesto attuale, in prospettiva della Pasqua: “Anche noi oggi vogliamo imitare la folla che accorre verso Gesù, per porre al primo posto, nel cammino verso la Pasqua, il bisogno e il desiderio di ascoltare Dio. L’umanità oggi, forse più che mai, ha bisogno di ascoltare la voce Dio… affinché ci conduca tutti, e soprattutto i luoghi segnati dalla guerra, ad ascoltare la voce di colui che rinnova i cuori, indica le vie della conversione, irradia la luce del bene…
Commentando l’episodio evangelico della donna peccatrice, l’Ordinario ha ricordato che “Gesù ci insegna che la via per farci istruire da Dio non è l’orgoglio, non è l’arroganza, ma è proprio l’umiltà: con un atteggiamento di umiltà, … Gesù si china e scrive in silenzio. Curvarsi e tacere è proprio di chi ascolta le situazioni con il desiderio di capire in profondità quello che avviene… la cura che Gesù propone non è quella di accerchiarla, di aggredirla, di minacciarla, ma semplicemente di dirle: <Donna neppure io ti condanno>. Papa Leone XIV, di recente, ci ha ricordato che in questo momento storico occorre “liberare il cuore dall’egoismo, dall’edonismo e dalla violenza: queste tre dimensioni conducono all’aggressione, alla morte, a voler sottomettere il prossimo”.
Infine, Mons. Saba ha indirizzato la preghiera nella speranza di nuovi percorsi di pace: “Vogliamo chiedere in questa eucaristia che, in questo momento difficile, si aprano strade nuove, … perché possiamo tutti cooperare verso un’umanità rinnovata. Ciascuno di voi e ciascuno di noi, porta un’uniforme, una divisa che non è un fatto esteriore, è una vocazione che diventa missione… nel servizio. E sapere che questa vocazione contribuisce a realizzare il progetto di Dio, a realizzare nell’unità, nella concordia e nella salvaguardia del diritto di ciascuno: essere quotidianamente, spesso nel silenzio, e nel nascondimento, servitori della comunità umana, di una comunità che non ha confini, che non pone distinzioni, ma che crea la cultura dell’incontro. In modo speciale vogliamo pregare con quanti qui sono presenti, anche segnati da lutti che hanno toccato i loro cuori a causa di conflitti e stragi insensate e… quanti in questo momento, innocenti, si trovano sotto il flagello dei missili della guerra, posti al centro in modo iniquo di scontri malvagi; preghiamo perché al centro possa essere riposta la concordia e la pace.
La celebrazione, che ha saputo coinvolgere una numerosa partecipazione del personale delle Forze Armate e del Corpo della Guardia di Finanza, ma anche tutti i Corpi di Polizia e di Sicurezza, le rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, dell’Associazione PASFA, Sezione di Cagliari, e i familiari dei Caduti e dei colleghi defunti, è stata animata dal coro interforze e dal coro del Corpo Forestale, con brani accompagnati dalla Banda della Brigata “Sassari”.
Tutto è stato organizzato affinché la ricca comunità castrense potesse raccogliersi in preghiera, insieme al suo Pastore, ricordando i presenti e tutti i militari sparsi nel territorio nazionale e internazionale che s’impegnano, con serietà, sicurezza ed umiltà ad essere “Sentinelle di pace” per una umanità rinnovata.
















