(31-03-2026) Una celebrazione intensa e partecipata ha riunito nei giorni scorsi le rappresentanze delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine del territorio in occasione del tradizionale “precetto pasquale” interforze. A presiedere la Santa Messa è stato il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, Sua Eccellenza Giacomo Morandi, alla presenza delle massime autorità civili e militari della città e della provincia di Reggio Emilia.
Accanto al Vescovo e al Vicario Generale della Diocesi, hanno concelebrato insieme il Decano don Marco Falcone, il cappellano della Guardia di Finanza e il cappellano della Polizia di Stato, in un significativo momento di comunione ecclesiale e istituzionale.
Nel corso dell’omelia, mons. Morandi ha offerto una riflessione profonda sul significato della Pasqua, partendo dall’immagine evangelica della pietra ribaltata dal sepolcro. «Quella pietra pesante, che sembrava chiudere definitivamente una speranza, è stata rimossa», ha sottolineato, invitando i presenti a leggere in questo segno il cuore del messaggio pasquale.
Rivolgendosi in modo particolare agli uomini e alle donne in uniforme, il Vescovo ha riconosciuto la concretezza delle difficoltà affrontate quotidianamente: «Voi sapete cosa significhi trovarsi di fronte a pietre pesanti: quelle del dolore, della violenza, dell’ingiustizia e della disperazione umana». Un servizio, il loro, che non si limita alla sicurezza, ma si estende alla tutela dei valori fondamentali della convivenza civile.
Il presule ha quindi richiamato il senso più profondo dell’impegno delle Forze Armate e dell’Ordine, evidenziando come la Pasqua richiami ciascuno a non arrendersi al male: «Essere uomini e donne di pace non significa solo garantire l’ordine, ma essere portatori di una speranza che non delude».
Particolarmente significativo è stato il riferimento al lavoro congiunto delle diverse componenti: «Il vostro impegno interforze è un segno bellissimo. Quando competenze e divise diverse si uniscono per un bene superiore, la comunità ne esce rafforzata».
La celebrazione si è conclusa con un augurio rivolto anche alle famiglie dei militari e degli operatori della sicurezza, spesso partecipi dei sacrifici richiesti dal servizio, e con l’invito a essere «sentinelle di luce», capaci di guardare oltre le difficoltà per testimoniare che la vita vince sulla morte.
Un messaggio di speranza e responsabilità condivisa, che ha dato alla ricorrenza pasquale un significato ancora più profondo nel contesto della vita civile e istituzionale del territorio reggiano.










