Fori Imperiali – 2 giugno 2026
Mons. Saba, 80 anni di storia repubblicana per l’Italia, 100 anni di vita dell’Ordinariato militare …
Sono due storie che, come è facile comprendere, si intrecciano, perché gli autori sono stati tanti nella formazione della Repubblica, e tra questi sicuramente c’è stato il contributo di tanti cappellani militari che, per il bene dell’unità, per il bene comune, nell’assistenza al mondo militare, non solo, hanno spesso donato anche la propria vita. Quindi vi è un patrimonio di spiritualità, un patrimonio di valori volti al bene comune che l’Ordinariato racchiude nella sua storia, e che all’epoca poi sono confluiti per dare vita progressivamente alla Repubblica. E oggi i cappellani continuano a svolgere un servizio di assistenza per il bene della pace, della coesione tra popoli, con uno sguardo universale, perché le espressioni di cooperazione, di sviluppo, trovino un fondamento nella comprensione che tutti apparteniamo ad un’unica famiglia umana.
Monsignor Saba, oggi si parla molto di pace. Paradossalmente, la presenza dei cappellani militari all’interno del mondo militare rafforza questo concetto di pace.
Esatto, perché intanto essi sono degli educatori, dei formatori che contribuiscono alla formazione integrale del militare. E il Vangelo, l’annuncio del Vangelo, la cura della vita spirituale promuove certamente i valori della pace. E la pace non è anzitutto qualcosa di esteriore che non ha niente a che vedere con l’interiorità. Intelligenze conflittuali e stati interiori conflittuali non possono creare sicuramente società armoniose e pacifiche. Questo l’avevano già ben intuito i nostri classici, il mondo ellenistico.
Nel centenario dell’Ordinariato Militare una piccola rappresentanza di cappellani militari ha preso parte alla Festa della Repubblica.
Essi hanno portato il medagliere che ricorda coloro che preti, tanti preti, hanno donato la vita assistendo tutti coloro che cadevano nei campi, non solo le forze cosiddette alleate, ma anche coloro che in quel momento si trovavano in un’altra posizione. Quindi sono stati presenza di cura, di attenzione, di dialogo verso tutti. Oggi la loro presenza vuole ricordare questo valore che non deve essere oggetto di ulteriori interpretazioni che sono frutto semplicemente di visioni probabilmente molto parziali.
(trascrizione da audio-registrazione)
