Modena – Gli Allievi Ufficiali del 207° corso all’Udienza del Papa

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(25-09-2026) Una giornata intensa, ricca di emozioni per gli allievi ufficiali del 207° corso “Fermezza” dell’Accademia Militare di Modena, che il 23 u.s. hanno partecipato all’Udienza Generale di Papa Leone XIV in Piazza San Pietro.

Ad accompagnare i giovani militari, il Comandante dell’Accademia, Generale di Divisione Stefano Messina, insieme a una rappresentanza di ufficiali, sottufficiali e graduati dell’Istituto. Presente anche il cappellano militare dell’Accademia, don Marco Falcone, che ha condiviso con gli allievi questa significativa esperienza di fede e di incontro con il Santo Padre.

Prima dell’Udienza Generale, la delegazione dell’Accademia Militare ha avuto l’opportunità di visitare la Basilica di San Pietro, uno dei luoghi più importanti della cristianità. Particolarmente significativa è stata la sosta davanti alle spoglie mortali di San Giovanni XXIII, Papa e patrono dell’Esercito Italiano.

Un momento dal forte valore spirituale e simbolico, che ha consentito ai giovani allievi di soffermarsi davanti al Pontefice che la Chiesa ricorda, tra l’altro, per il suo impegno a favore della pace, per l’enciclica Pacem in terris e per aver convocato il Concilio Vaticano II.

La visita ha rappresentato un’occasione per riflettere sui valori che accompagnano la formazione dei futuri ufficiali: il senso del dovere, la responsabilità, il rispetto della dignità umana e l’impegno al servizio della pace e della collettività.

Successivamente, gli allievi hanno raggiunto Piazza San Pietro per partecipare all’Udienza Generale presieduta da Papa Leone XIV.

Durante la catechesi, il Santo Padre ha proseguito il ciclo di riflessioni dedicate ai documenti del Concilio Vaticano II, soffermandosi sulla costituzione pastorale Gaudium et spes e sul significato dell’attività umana, del lavoro e del progresso.

Il Pontefice ha ricordato che ogni persona è chiamata a vivere pienamente la propria vocazione, anche attraverso l’impegno quotidiano, sottolineando che è possibile incontrare Dio «svolgendo bene il lavoro quotidiano e santificandolo».

Leone XIV ha inoltre evidenziato come il progresso scientifico e tecnologico debba essere guidato dalla carità e orientato alla difesa della dignità umana, affinché possa contribuire al bene di tutti, in particolare delle persone più svantaggiate.

Un messaggio particolarmente significativo anche per i giovani allievi ufficiali, chiamati a intraprendere un percorso professionale nel quale la preparazione militare deve accompagnarsi alla crescita umana, alla responsabilità e alla capacità di mettersi al servizio degli altri.

Particolarmente emozionante per la delegazione è stato il momento in cui, durante i saluti ai pellegrini di lingua italiana, Papa Leone XIV ha rivolto un saluto esplicito all’Accademia Militare di Modena, riconoscendone la presenza tra i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

Al termine dell’Udienza, il Santo Padre ha incontrato personalmente il Comandante dell’Accademia.

Nel corso dell’incontro, il Comandante e il rappresentante di Corso hanno donato al Pontefice una ceramica raffigurante un allievo dell’Accademia in uniforme storica, insieme a una riproduzione del tradizionale copricapo denominato “due pizzi”, uno dei simboli più caratteristici dell’Accademia Militare di Modena.

La visita alla Basilica Vaticana, la sosta davanti alle spoglie di San Giovanni XXIII e l’incontro con Papa Leone XIV hanno rappresentato tre momenti particolarmente significativi di un’unica esperienza, capace di unire la dimensione spirituale con quella formativa e istituzionale.

Per i giovani del 207° corso “Fermezza”, la giornata in Vaticano ha costituito un’importante occasione di riflessione sul significato della scelta militare, ricordando come l’esercizio del comando richieda non soltanto competenza, disciplina e determinazione, ma anche sensibilità umana, integrità morale e spirito di servizio.

Un’esperienza destinata a rimanere nel ricordo degli allievi, nella consapevolezza che la fermezza, valore che dà il nome al loro corso, trova una delle sue espressioni più autentiche nella capacità di assumersi responsabilità e di operare al servizio delle istituzioni, della pace e della dignità di ogni persona.