(14-10-2026) Il 12 ottobre 2026, a L’Aquila, presso la Chiesa di San Silvestro abbiamo festeggiato, come Zona Pastorale, il nono anniversario della proclamazione di San Giovanni XXIII Papa, patrono dell’Esercito Italiano.
C’è un filo conduttore che lega la figura di San Giovanni XXIII all’Esercito Italiano e ai suoi soldati: un’esperienza umana e spirituale maturata nei momenti più drammatici della Storia, tra i feriti e i moribondi della Prima Guerra Mondiale. Oggi che si celebra il nono anniversario della sua proclamazione a patrono dell’Esercito Italiano, riaffiorano i ricordi di un Papa che non dimenticò mai le sue origini sul campo.
Era il 28 ottobre 1958 quando l’allora Ordinario Militare per l’Italia, monsignor Arrigo Pintonello, annunciò con gioia ai cappellani in servizio l’elezione al soglio pontificio del cardinale Angelo Giuseppe Roncalli. Una notizia accolta con particolare commozione dal clero castrense: “il nuovo Pontefice, negli anni della Grande Guerra, aveva vestito l’uniforme grigio-verde, meritando per il suo zelo e la sua dedizione l’appellativo affettuoso di ‘Angelo dei Soldati’”.
Pochi giorni prima dell’elezione, lo stesso cardinale Roncalli – allora Patriarca di Venezia – aveva inviato una lettera al Presidente dell’Associazione Nazionale Cappellani Militari d’Italia del Veneto, ricordando con nostalgia gli anni del servizio militare, scriveva: “Ne riportai impressioni incancellabili circa il buon carattere dei nostri figlioli… Il Signore fecondò questo servizio, che valse ad avviare i nuovi rapporti dello Stato con la Chiesa”.
Tra gli aneddoti più significativi che testimoniano la sua umiltà si annovera un episodio del gennaio 1960. L’Associazione Nazionale Cappellani Militari d’Italia desiderava omaggiare il nuovo Papa con la tessera numero 1, ma si trovò di fronte a un dilemma di protocollo: come poteva il Sommo Pontefice risultare iscritto a un’associazione? Comunque gli fu inviato il cartoncino ancora in bianco. Fu lo stesso Papa Giovanni a superare ogni rigidità con la semplicità che lo contraddistingueva: prese la tessera in bianco e la compilò personalmente con la sua ampia grafia, incollandovi la foto, firmando “Joannes XXIII PP.” e aggiungendo di suo pugno la dicitura “Socio dell’Associazione Nazionale Cappellani Militari d’Italia in Congedo”.
Alla sua scomparsa, il 3 giugno 1963, i Cappellani Militari lo piansero come il loro “più grande confratello”. Per chi aveva condiviso con lui la vita militare, le doti che hanno reso celebre il suo pontificato: l’ottimismo, la ricerca del dialogo, la capacità di ascolto e il senso del dovere, erano germogliate proprio durante gli anni trascorsi ad assistere i soldati al fronte.
Oggi, il ricordo di Papa Roncalli continua a vivere nell’omaggio della Chiesa Castrense e di tutti i Militari Italiani, riconoscenti a quel Cappellano che, salito al Trono di Pietro, non smise mai di essere un punto di riferimento e un “Padre comune” per tutti.
Graziano don Giuseppe







