(14-10-2026) La Chiesa italiana ha avviato ufficialmente il cammino verso il XXVIII Congresso Eucaristico Nazionale, che si terrà a Orvieto dal 23 al 26 settembre 2027. Nei giorni dall’11 al 12 settembre si è svolto nella città umbra il primo incontro dei delegati diocesani, un appuntamento centrale per tracciare le linee teologiche e organizzative dell’evento approvato dal Consiglio Episcopale Permanente della CEI.
Al centro dei lavori il tema scelto per il Congresso: «Unum corpus, multi sumus. L’Eucaristia segno di unità e fermento di pace». All’incontro ha preso parte anche l’Ordinariato Militare per l’Italia, rappresentato dal delegato don Giuseppe Maria Balducci.
Il pane spezzato al fronte: la riflessione teologica
Particolarmente significativo è stato l’intervento dell’insigne liturgista Prof. Don Pierangelo Muroni. Nel trattare il valore dell’Eucaristia come sacramento di unità e fermento di pace, il teologo ha voluto calare il dogma nella realtà drammatica della storia contemporanea.
Don Muroni ha rimarcato come questo Sacramento – Fonte e Culmine di tutta la vita cristiana – venga spesso celebrato in contesti privi di pace e costantemente minacciati dai conflitti. In questo scenario, il liturgista ha espresso un profondo riconoscimento per il ministero dei Cappellani Militari: sacerdoti che, nei rifugi, tra le macerie e direttamente sul fronte, consacrano il pane eucaristico per garantire il nutrimento spirituale e il conforto al Popolo di Dio ferito dalla guerra.
Non un semplice evento, ma un cammino sinodale
Il Congresso del 2027 non sarà concepito come un grande evento isolato o una tradizione Nazionale. Le linee guida emerse a Orvieto lo definiscono come:
- Un tempo forte di preghiera, riflessione e carità concreta.
- Un’esperienza di sinodalità, intesa come espressione della comunione ecclesiale che trova proprio nell’Eucaristia la sua forma e la sorgente della missione.
- Un’invocazione corale per la pace, intesa come un bene tanto prezioso quanto fragile, da custodire e invocare incessantemente attraverso la preghiera e l’adorazione.
Il percorso verso il 2027 è aperto: le diocesi italiane, insieme alle Circoscrizioni ecclesiastiche personali come l’Ordinariato Militare, sono pronte a camminare insieme per fare dell’Eucaristia il cuore pulsante di una rinnovata testimonianza di pace nel mondo.



