Omelia nelle Messa a termine del Pellegrinaggio al Divino Amore (stralci)

Santuario del Divino Amore – 12 settembre 2026

 

Abbiamo camminato col vivo desiderio di raggiungere il volto di Maria, un volto che ci mostra una stella luminosa che è Gesù. È Madre del Divino Amore, Maria mostra Colui che ha amato l’umanità, che ha amato il mondo, che ha amato ciascuno di noi. È questo il primo desiderio di Dio: che ciascuna creatura scopra di essere stata amata da Dio. Singolarmente, personalmente, ancor prima di appartenere a un gruppo, di appartenere a una realtà sociale, a un popolo, a una nazione. Dio ci ha amati in modo singolo, personale. Siamo stati pensati da lui. E allora, questo grande mistero ci riporta a Cristo, che si è fatto uomo proprio per testimoniare all’umanità quanto grande fosse l’amore di Dio, perché ciascuno di noi potesse vedere in Lui il volto dell’amore del Padre.

Questo è il fondamento di chi costruisce la casa sulla roccia e non sulla sabbia. Talvolta può esservi la tentazione di pensare che noi possiamo costruire la stabilità di una vita, di un’esistenza, su altre fondamenta che certamente possono essere anche importanti, ma non sono il fondamento essenziale che dà stabilità alla nostra vita …. Siamo qui ai piedi di Maria perché preghi con noi, per farci scoprire questo grande mistero. Sapere che Dio ci ama, ci conduce ad entrare in relazione con Lui …

Quando c’è la sofferenza, quando c’è la fatica, quando c’è il dolore, quando c’è la guerra, quando c’è il male della violenza, può essere difficile vedere l’amore di Dio nelle situazioni di male, ma Gesù è il segno supremo del mistero dell’amore di Dio che è disceso fino alle realtà più intime, attraversando questo male come una lama può attraversare una realtà …

La Madre del Divino Amore, come perfetta discepola di Cristo, camminando ci conduce dove? Alla mensa dell’amore. Noi abbiamo camminato e non è un fatto estetico celebrare l’Eucaristia al termine del pellegrinaggio … Pensiamo in fondo alla Messa, alla Eucaristia. Non è un fatto semplicemente di pratica quando noi ci alziamo dal banco, dal nostro posto, per andare a fare la comunione. È un camminare, è una piccola processione che facciamo, un piccolo cammino. Noi che andiamo incontro a Cristo e Cristo che viene incontro a noi. Ci accostiamo. Quello che noi abbiamo fatto in modo più lungo camminando per accostarci a Cristo, ogni volta che celebriamo l’Eucaristia in un modo meno faticoso, per un breve tragitto lo compiamo, ci accostiamo. Vogliamo chiedere a Maria che la nostra vita diventi un itinerario quotidiano costante, di persone che si accostano al Signore. A volte forse potremmo pensare di trovare sazietà, vigore in altri banchetti, ma il vero banchetto che rende, che ci nutre, è il banchetto dell’Eucaristia. Riscoprire allora l’Eucaristia come la mensa dell’amore ci riporta anche alla dimensione di una Chiesa che è chiamata a testimoniare l’amore, a rendere visibili le opere di amore e nelle nostre relazioni e nelle relazioni ancor più all’esterno …

Perciò, l’Ordinariato Militare vive questo pellegrinaggio. Il militare è un apostolo dell’amore di Dio. Nelle situazioni spesso più oscure, nelle realtà più buie, nei luoghi dove regna l’odio, dove regnano i conflitti, con gesti differenziati non si applica solo una legge, ma si trasmette la legge dell’amore, l’afflato dell’amore. Allora vogliamo affidare tutti i militari in questa Eucaristia a Maria, Madre del Divino Amore, perché accostandosi a Cristo poi si accostino al Cristo sofferente nelle vene della storia.

 

(trascrizione da audio – registrazione)

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