Omelia nella celebrazione della Messa per San Matteo

Basilica di San Giovanni in Laterano – 21 settembre 2026

 

La parola di Dio che abbiamo ascoltato ci riporta a una grande unità di visione: l’invito di Dio alla creatura umana di porsi nella condizione di ascolto per divenire una creatura capace di risposta. Questa dimensione umana della comprensione dell’essere umano nel mondo contemporaneo ci riporta a liberare la persona umana dalla tentazione di renderla schiava di algoritmi o di azioni meccaniche nelle sue dimensioni più profonde, che sono espresse nella capacità decisionale. La capacità di ascoltare, la capacità di rispondere conduce anche alla capacità di decidere. È questa la visione dell’uomo biblico, e in questa visione si instaura, si colloca la figura di Matteo, il quale lo incontra in Gesù e riceve da lui l’invito a seguirlo. Tutta questa esperienza, ci ricorda l’Apostolo Paolo, conduce il cuore dell’uomo all’unità, lo libera dalla frammentazione e vive nel vincolo della pace. La vocazione di Matteo ci presenta 3 dimensioni della comunità umana. Anzitutto la vita personale di Matteo, assoggettata a una situazione di dominio: coloro che stavano attorno alla vita, alla presenza di Gesù e alle azioni di Gesù, e che mormoravano sul modo di agire di Gesù. È l’azione di Gesù stesso che entra nella casa di Matteo. Non vi è convergenza di vedute nel modo di agire di Gesù. Matteo coglie invece l’elemento essenziale: ascolta l’invito e subito si alza, lo segue e condivide la mensa. Il cuore è essenziale. Chi sta attorno a lui esprime il borboglio di una cultura, di una società che è improntata alla divisione, alla frantumazione, alla mormorazione costante, che pensa di potersi ergere al di sopra dei propri simili attraverso metri di giudizio che non hanno spazio per la misericordia e per la possibilità di rendere carità. Invece Gesù desidera condurre Matteo dalla schiavitù di una situazione di dominio verso la logica del servizio umano …

L’uso del denaro, infatti, in quel contesto non era al servizio della crescita comune, ma generava fratture e divisioni. La Scrittura non ci insegna che i beni siano cattivi: il denaro può sostenere la famiglia, può creare lavoro, può permettere sviluppo e solidarietà. Esso è un mezzo. La professione, ogni professione umana, è al servizio del bene integrale della persona umana. E allora quando nasce il problema? Nel momento in cui noi asserviamo i mezzi rispetto alle finalità. Papa Leone XIV ci ha ricordato che l’utilizzo di un’economia, di una finanza distorta induce a trattare gli uomini come merce. E di fatto il grande problema e il borboglio che sorgeva attorno a Matteo nasceva proprio da questo, dal sentirsi trattati come merce di un impero che non lasciava spazio a una libertà autonoma. Ci ricorda ancora il Santo Padre che invece Dio si fa simile a noi, entra nella nostra storia rivelando l’infinita dignità di ogni persona umana, affinché i mezzi umani non siano distorti per trattare gli uomini come merce, e non come persone. Ma perché questo progetto possa avvenire è necessario che ogni individuo entri nella logica di Dio. Inizialmente Matteo non era nella logica di Gesù, ma neanche coloro che stavano attorno a Gesù, i suoi discepoli, avevano colto la logica. Perciò pian piano, com’è nello stile di Gesù, egli apre il loro cuore alla logica di Dio, che è una logica di recupero, una logica di sviluppo, una logica che apre al cammino. Matteo così, dall’essere strumento di un potere, diventa servitore di una comunità. È questo aspetto che desidererei sottolineare per ciascuno di noi, chiamati in una umanità che dovrà sempre più rispondere all’esigenza responsoriale della propria vocazione ad essere servitori dell’umanità stessa attraverso il buon uso dei mezzi umani, e tra questi vi è proprio l’economia e la finanza. Il vostro prezioso servizio è veramente una vocazione all’interno dell’opera della creazione, affinché quest’opera edifichi la magnifica umanità …

Matteo è l’esempio di chi apre la propria sensibilità alla misericordia e attraverso la misericordia scopre che questo è il tesoro più prezioso che può far fermentare la comunità umana …

Mi fa piacere che in questa Eucaristia siano presenti tanti giovani che si preparano nelle scuole, nelle accademie, in diversi contesti per servire il bene di tutti. Mentre Matteo è chiamato, diventa però a sua volta colui che chiama. Questa è la logica del Vangelo. Anche voi, carissimi giovani, tante volte da chiamati e servitori del bene comune, della società umana, vi troverete a dover trattare la persona umana chiamandola a servire il bene comune, a saper utilizzare i beni della terra per il buon profitto del bene comune. Cristo non teme di passare davanti al banco delle buone imposte e proprio da quel luogo chiama un apostolo …

Il militare, chiamato ministro e servitore della libertà dei popoli, è veramente una testimonianza di prossimità, di accompagnamento per condividere la vita degli uomini e delle donne del nostro tempo, facendo maturare responsabilità quotidiane nuove di fronte alle nuove sfide, sia nei momenti di gioia che nelle prove, per custodire uno spazio nel quale ciascuno possa avere pace. In questo contesto si colloca anche il servizio dei cappellani militari, chiamati a promuovere oggi, in un processo di ammodernamento e ripensamento dell’Ordinariato Militare, una pedagogia dell’accompagnamento spirituale che sappia intercettare le domande del nostro tempo per promuovere persone, creature capaci di rispondere alle chiamate della storia. È qui che la figura di Matteo diventa per noi un segno, un modello, colui che ha saputo tagliare e interrompere un momento importante della propria vita per iniziare un nuovo percorso. Il vostro, il nostro servizio ha anche un compito educativo, di accompagnamento comune, proprio perché questa prossimità, come avvenne anche per Gesù, necessitò l’ascesa al Calvario per annunciare il mistero dell’amore. Il Signore così in questo momento ci invita a coniugare insieme fermezza e umanità, giustizia e attenzione, affinché incontrando gli uomini del nostro tempo, li accompagniamo verso strade di libertà.

 

(trascrizione da audio – registrazione)

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