Il Cardinale López Romero in visita su nave San Giusto

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(09-09-2025) La nave anfibia San Giusto della Marina Militare ha ospitato a bordo il Cardinale Cristóbal López Romero, Arcivescovo di Rabat, durante la recente sosta nel porto di Casablanca. L’incontro ha offerto un momento di condivisione e riflessione che ha coinvolto non solo l’equipaggio, ma anche i giovani allievi del 2⁰ Anno dell’Accademia Navale.

Accolto dal Comandante dell’unità, il Cardinale ha rivolto ai presenti parole di incoraggiamento, richiamando i valori universali del servizio, della fraternità e del dialogo interculturale. “È una Chiesa di presenza, silenziosa – ha sottolineato – che lavora molto bene fianco a fianco con la grande e numerosa famiglia dei musulmani”, evidenziando la dimensione di convivenza e collaborazione interculturale che caratterizza la realtà religiosa in Marocco.

Durante la sosta in città, il cappellano di bordo don Marco Falcone per il tramite di padre Riccardo, missionario italiano orionino in Marocco, ha organizzato una visita a favore degli allievi presso il Centro di Accoglienza per ragazze madri in difficoltà, gestito dalle Suore della Carità di Madre Teresa di Calcutta.

La comunità accoglie giovani donne abbandonate insieme ai loro bambini, offrendo loro sostegno materiale e umano. La presenza dei giovani allievi ha portato un momento di gioia e di fraternità, rafforzando un legame di vicinanza concreta con chi vive situazioni di vulnerabilità.

«Visitare il Centro è stata un’esperienza che ci ha toccato profondamente – ha raccontato l’Allieva 2ª Classe Angelica Fornasari –. Abbiamo compreso quanto, anche con gesti semplici, si possa portare speranza e incoraggiamento a chi vive situazioni di fragilità. Torniamo a bordo arricchiti interiormente, con la consapevolezza che il nostro servizio non si limita al dovere militare, ma può diventare occasione di solidarietà e di incontro umano».

La tappa marocchina del San Giusto si è così distinta non solo per il valore operativo, ma anche per il forte significato umano e culturale, confermando come le missioni militari possano diventare occasioni di dialogo, incontro e solidarietà. (m.f.)