Mogadiscio – L’Ordinariato accanto ai militari: Natale e il desiderio di pace

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(09-01-2026) Nel contesto complesso e delicato della European Union Trainig Mission in Somalia (EUTM-S), accanto all’impegno operativo e addestrativo dei militari italiani, trova spazio un servizio silenzioso ma fondamentale: quello dell’assistenza spirituale. Anche nel secondo semestre del 2025, la presenza del Cappellano Militare del contingente italiano ha rappresentato un sostegno umano e pastorale essenziale per il personale impegnato a Mogadiscio, contribuendo in modo concreto alla costruzione della pace attraverso l’ascolto, la cura della dimensione interiore e la promozione della fraternità tra donne e uomini di nazioni, culture e lingue diverse.

Il Cappellano opera a favore di tutti i militari italiani presenti in sede, accompagnandoli nel loro servizio quotidiano in un contesto operativo complesso e multiculturale. La missione EUTM-S è una missione dell’Unione Europea finalizzata all’attività di training, mentoring e advising a favore delle Forze Armate regolari somale e vede la partecipazione di militari provenienti da 12 nazioni europee. In tale quadro, l’Italia riveste un ruolo di primo piano, fornendo il Comandante della missione europea ed il contingente numericamente più consistente. Il contributo italiano si articola tra personale inserito nel Comando europeo e nei team di addestramento e advisory, e il contingente nazionale di supporto (NSE), comprensivo del Comando di Contingente e della Compagnia di Force Protection.

L’azione pastorale del Cappellano Militare si estende, per consolidata consuetudine, anche al personale straniero presente nell’International Campus e nei compound limitrofi: militari di altre nazioni europee, in particolare spagnoli, local workers ugandesi e personale internazionale appartenente a ONU, missione militare dell’African Union (AUSSOM), missione europea sulla sicurezza marittima e civile (EUCAP), Ambasciata europea (EUDEL), Ambasciata statunitense, ecc.

Ad oggi, infatti, il Cappellano Militare italiano è l’unico sacerdote cattolico presente stabilmente a Mogadiscio e uno dei due nell’intera Somalia. Una presenza discreta ma costante, che si traduce in un servizio quotidiano di assistenza spirituale, celebrazione dei Sacramenti e accompagnamento personale, capace di superare barriere linguistiche, culturali e nazionali. Le celebrazioni liturgiche e l’amministrazione dell’Eucaristia e della Riconciliazione sono proposte regolarmente in lingua italiana e, quando necessario, in lingua inglese, favorendo la partecipazione di una comunità internazionale e multiforme. Accanto alla vita liturgica ordinaria, l’Ufficio di Assistenza Spirituale cura percorsi di preparazione ai Sacramenti della Confermazione e del Matrimonio, rispondendo alle richieste dei militari impegnati in teatro operativo, e svolge un’importante funzione di accoglienza dei nuovi arrivati, accompagnandoli nei primi giorni di missione e offrendo ascolto, orientamento e sostegno umano.

Il momento più alto del semestre è stato rappresentato dalle celebrazioni del Natale 2025, vissute in un clima di intensa partecipazione e profonda commozione. La Veglia di Natale ha riunito tutti i fedeli cattolici presenti a Mogadiscio ed è stata celebrata dal Cappellano Militare don Fabio Zanin in cinque lingue, espressione concreta dell’universalità della Chiesa. La liturgia, animata da tre cori – burundino, ugandese e italiano – ha dato voce alla preghiera di popoli diversi, uniti nel medesimo desiderio di pace e fraternità, dando vita a una celebrazione particolarmente sentita ed emozionante, pur pesando la lontananza da casa e dagli affetti familiari.

La celebrazione del Giorno di Natale è stata preceduta da un videocollegamento per il saluto del Sottosegretario alla Difesa, on. Isabella Rauti. Nei giorni precedenti c’era stato quello con l’Ordinario Militare mons. Gian Franco Saba.

La Messa ha visto anche il conferimento del Sacramento della Cresima a due militari, segno di una fede che matura e si rafforza anche nel contesto della missione, sostenendo il cammino personale e professionale di chi è chiamato a operare lontano da casa.

Un segno particolarmente eloquente della comunione con la Chiesa universale è rappresentato dalla presenza, nella Cappella della base militare, di uno dei mattoni della Porta Santa della Basilica Papale di San Pietro. Donato in occasione dell’apertura del Giubileo nel Natale 2024, esso costituisce un segno tangibile della premura della Madre Chiesa verso una comunità cattolica che vive la propria fede in un Paese dove non è possibile edificare luoghi di culto “di mattoni”. Un simbolo silenzioso ma profondamente parlante, molto sentito dal personale che sei è avvicendato a Mogadiscio negli ultimi mesi.

In questo contesto internazionale ed interforze, l’opera dell’Ordinariato Militare per l’Italia attraverso il Cappellano Militare si inserisce a pieno titolo nel più ampio sforzo di stabilizzazione e pace: una presenza che, accanto alla professionalità militare, custodisce la dimensione spirituale della persona, favorisce la coesione tra i contingenti e testimonia la vicinanza della Chiesa alle donne e agli uomini in uniforme, anche nei teatri operativi più complessi e lontani.