Perugia, giornata di preghiera per tutte le famiglie dei caduti nelle missioni di pace

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(22-01-2026) Nell’ambito delle celebrazioni in onore di San Sebastiano soldato e martire, si è svolta ieri presso la chiesa militare di S. Giuliana di Perugia una giornata di preghiera per tutte le famiglie dei Caduti nelle missioni internazionali di Pace e per tutte le famiglie dei nostri militari colpite da lutti appesantiti da circostanze tragiche o improvvise. Attraverso il culto dei Santi, la Chiesa proclama che il Vangelo non è un ideale irraggiungibile. In ogni generazione i discepoli nell’imitazione delle virtù del Signore vivono già la realtà del regno dei Cieli e completano nella loro carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa, per parafrasare l’affermazione di San Paolo nella sua lettera ai Colossesi (Col. 1, 24).  Nella vita di S. Sebastiano spicca la sua pietà per i martiri che seppelliva e la sua compassione per le famiglie di questi confessori della Fede. In questo è un modello di riferimento particolarmente limpido per tutti coloro che sono chiamati ad offrire una presenza di sostegno alle famiglie dei nostri Caduti, come singoli fratelli d’arma o come reparto, in un perseverante intento di assicurare una presenza premurosa. Questa perseveranza nel sostegno alle famiglie, contribuisce a superare il sospetto che il sacrificio compiuto dai loro cari per essere pienamente fedeli al giuramento prestato sia dimenticato o sottovalutato. La continuità di questa attenzione è uno dei segni che manifesta che la missione dei nostri reparti prosegue anche in nome di chi ha offerto la propria vita. L’esempio dei nostri Caduti è per le famiglie un doloroso e tragico evento e ricordo ma per l’Italia costituisce anche una preziosa eredità per l’edificazione della pace e per la libertà. Questo contribuisce a dare un alto senso spirituale anche ad una morte brutale ed improvvisa: “nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore” (Rom. 14, 7-8). I frutti di questa preghiera intendono cacciare dai nostri cuori ogni indifferenza verso il dolore delle famiglie. Questa preghiera ha voluto farsi portatrice non solo della sofferenza delle famiglie dei Caduti ma di tutte le nostre famiglie dei nostri militari provate in passato da lutti particolarmente difficili da affrontare per delle tragiche disgrazie o anche dei suicidi. Allo stesso modo, questa preghiera abbracciava tutti i nostri militari che attualmente vivono delle particolari tribolazioni in famiglia, affinché non venga meno l’attenzione dei nostri reparti a cercare di conciliare i doveri militari con le esigenti necessità di ordine privato. Ricordando l’episodio del martirio di S. Sebastiano nel supplizio delle frecce e la sua guarigione miracolosa per le cure di S. Irene, abbiamo chiesto al Signore per le nostre famiglie sia la forza di sopportare tutto ciò che trafigge la nostra vita, sia di potere essere sempre per gli afflitti una presenza confortante all’immagine dell’olio di S. Irene che placcò il dolore delle ferite del Santo Martire e lo portò alla guarigione.  (don Nicolas Hédreul)