(23-03-2026) Lo scorso 20 marzo, si è svolta presso la Cattedrale di San Giorgio la celebrazione del Precetto pasquale che ha riunito le più alte autorità civili, militari, politiche e istituzionali della città di Ferrara. Un momento intenso e partecipato, nel quale la dimensione spirituale si è intrecciata con il servizio alla comunità, in vista della Pasqua ormai prossima.
A presiedere l’Eucaristia è stato Sua Eccellenza Monsignor Gian Franco Saba, accolto dal Vescovo di Ferrara, Gian Carlo Perego, che ha rivolto un caloroso saluto introduttivo, sottolineando il valore della presenza delle istituzioni e delle Forze Armate in un momento così significativo per la vita della Chiesa e della società.
All’inizio della celebrazione è intervenuto anche don Marco Falcone, decano della Settima Zona Pastorale Interforze Emilia-Romagna, che a nome di tutti i cappellani presenti ha dato il benvenuto a Sua Eccellenza evidenziando come questa celebrazione rappresenti la prima visita istituzionale dell’Ordinario Militare nella Settima Zona, segno di attenzione e vicinanza al territorio e alle sue realtà.
Nel corso dell’omelia, il presule ha offerto una riflessione profonda sul mistero pasquale, invitando i presenti a riconoscere in Cristo «la nostra Pasqua», un evento non soltanto liturgico ma esistenziale, che interpella la vita quotidiana di ciascuno. La Pasqua, ha sottolineato, è un «esodo» continuo, un cammino che conduce l’uomo all’incontro con Dio attraverso la Parola e l’Eucaristia.
Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato il richiamo a non considerarsi “specialisti di Dio”, ma discepoli sempre in cammino, capaci di accogliere il volto umile e mite del Signore. Un monito che si inserisce anche nel contesto attuale, segnato da tensioni e conflitti, dove – ha osservato il presule – la via del dialogo, della diplomazia e della mitezza rischia di essere fraintesa come debolezza.
Non è mancato un riferimento diretto alla missione degli uomini e delle donne in uniforme, chiamati a operare per la sicurezza e la convivenza pacifica: il loro servizio, è stato evidenziato, può diventare testimonianza concreta di uno stile ispirato al Vangelo, capace di promuovere giustizia, bene comune e riconciliazione.
La celebrazione si è così configurata non solo come un momento di preparazione spirituale alla Pasqua, ma anche come un’occasione per rinnovare un impegno condiviso: costruire una società più giusta e fraterna, nella quale nessuno sia considerato “di troppo” e dove il bene non venga percepito come un ostacolo, ma come una strada da percorrere insieme.
Nel clima raccolto della Cattedrale, tra le autorità e i fedeli presenti, il Precetto pasquale ha assunto dunque il volto di un invito concreto alla speranza: con Cristo, ha ricordato Monsignor Saba, è sempre possibile “ripartire da capo” e aprire nuove vie di riconciliazione tra gli uomini.























