Fede, consapevolezza e dedizione: in Accademia Navale, trentadue Allievi Ufficiali ricevono il crisma

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

(05-05-2026) È ben noto come la Cresima sia considerata un passo fondamentale all’interno della vita di ogni cristiano, sancendo non soltanto l’accesso all’ecclèsia, la comunità dei fedeli, ma anche il coronamento di un percorso cui tutti i cresimandi devono sottoporsi prima di poter ricevere il sacramento; un percorso tutt’altro che scontato, costellato di costante impegno e dedizione, valori, questi, che testimoniano come la piena consapevolezza e la maturità interiore siano ingredienti essenziali di tale cammino.

Lo scorso 20 aprile ha rappresentato, per trentadue Allievi e Ufficiali frequentatori dell’Accademia Navale di Livorno, la meta e, al contempo, il punto di partenza di questo viaggio, sancito dalla celebrazione svoltasi in mattinata presso la Cappella dell’Istituto alla presenza di Sua Eccellenza Reverendissima, l’Ordinario Militare per l’Italia, Mons. Gianfranco Saba, nonché di tutte le Autorità militari e delle famiglie degli Allievi, le quali non fanno che testimoniare il profondo legame di stretta vicinanza e sinergia tra le due parti; lo ha perfino ricordato l’Ammiraglio Comandante, Contrammiraglio Alberto Tarabotto, nel suo discorso di chiusura. Nel ringraziare tutti i presenti, ha enfatizzato come la presenza di molti Allievi e Ufficiali, non direttamente coinvolti nell’evento in sé, fosse indizio lampante della sentita compartecipazione di tutti nella celebrazione, dal servizio liturgico, fino ad arrivare al coro che, accompagnato dalla Fanfara dell’Accademia Navale, ha senz’altro impreziosito la funzione.

È con questo spirito di sincera condivisione, proprio della Brigata, che è stato accolto, pochi giorni prima della cerimonia, un’altra figura di spicco nel panorama religioso, il Cardinal Ernest Simoni. Sua Eminenza, il quale ha accettato senza esitazione l’invito nonostante le difficoltà dovute all’età avanzata, ha portato testimonianza della sua esperienza durante il periodo della dittatura comunista di Enver Hoxha, in Albania, fornendo a tutti, cresimandi compresi, un vero esempio di fede e di vita. Nel ricordare gli anni della prigionia e della tortura, la tenacia di questo “nemico del popolo” che, nella disperazione, non ha perso la fede e mai ha interrotto il suo ministero, ha invero colpito il cuore e il sentimento di molti, dando prova di un’impareggiabile forza d’animo.

Un incontro toccante, che ha commosso la totalità dei presenti e al quale è seguita poi una Messa officiata dal Porporato, svoltasi nella sopramenzionata Cappella. È dunque lecito dire come quest’ultima rappresenti non soltanto un luogo di fede, ma anche di vicinanza e di unione profonda, entrambe sperimentate dagli Allievi sia durante le liturgie domenicali, sia durante i vari incontri di preparazione alla Cresima, allestiti e presieduti dal Cappellano dell’Istituto, Don Giovanni Medeot. Tali appuntamenti, aperti alla più libera partecipazione, hanno costituito il simbolo dell’impegno profuso nel conciliare le serrate attività che permeano di sé la vita quotidiana dei frequentatori, i quali hanno messo a disposizione il proprio tempo libero, già esiguo, per accingersi all’evento solenne con profonda coscienza, confermata da quell’ “eccomi!” pronunciato dai giovani al richiamo del Vescovo.

La funzione si è conclusa con la benedizione dell’icona sacra di San Sergio, martire del II secolo d.C. e patrono della città di Trieste assieme a San Giusto. L’icona è stata donata, da parte della Seconda Classe dell’Accademia Navale, alla Cappellina di Nave Trieste, dedicata anch’essa al medesimo santo; l’unità navale ha, altresì, visto gli Allievi del Corso Kydoimos imbarcarsi durante la campagna addestrativa svoltasi nell’estate 2025, nell’ambito della quale hanno scelto il nome e il motto del Corso, secondo una secolare tradizione che ha segnato il loro ingresso nella grande famiglia della Marina Militare.