(30-06-2026) Accogliendo l’invito del Vicario generale dell’Arcidiocesi di Cagliari, Mons. Ferdinando Caschili, anche le Forze Armata, di Polizia e di Sicurezza, si sono ritrovate insieme per celebrare il Giubileo del Centenario della Fondazione della Basilica di Nostra Signora di Bonaria, a Cagliari, lo scorso 29 giugno 2026, solennità dei Santi Apostoli, Pietro e Paolo. La celebrazione, alla quale hanno aderito numerose rappresentanze di militari e familiari, con i comandanti dei diversi Corpi e Reparti e la presenza del Prefetto di Cagliari, Dott.ssa Paola Dessì e del Rappresentante del Governo in Sardegna, il Dott. Sebastiano Cento, è stata presieduta dall’Ordinario Militare per l’Italia, S. E. Mons. Gian Franco Saba; il presule, accolto dal rettore della Basilica, Padre Eugenio Caramia, dal Vicario diocesano, dal Decano della zona pastorale e dal Rappresentante dei Comandanti, il Gen. Stefano Scanu, si è dapprima recato presso la Cappella dell’Addolorata, dove sono custodite le lapidi con i nomi dei caduti in guerra, presentando un omaggio floreale offerto dalla Dott.ssa Elisabetta Mennella, presidente della Sezione PASFA di Cagliari.
Durante la sua omelia Mons. Saba ha subito posto l’accento sull’importanza e la prontezza di ravvivare il nostro “si” al Servizio: “Questa concomitanza della festa liturgica dei Santi Pietro e Paolo con il Giubileo della Basilica di Bonaria ci aiuta a scoprire il volto mariano della Chiesa. Pietro e Paolo sono i corifei degli apostoli, coloro che per primi hanno annunciato il vangelo. Ma questa Parola prima che venisse proclamata Dio aveva pensato di affidarla, nel mistero dell’incarnazione, all’umile serva del Signore, Maria… Dio affida all’Eccomi di questa giovane ragazza il progetto che avrebbe portato poi tanti apostoli ad annunciare la parola di Gesù nel mondo. Maria con il suo Eccomi, con il suo “sì” ha reso partecipe della gioia di Dio l’intera famiglia umana …
Anche voi, carissimi fratelli e sorelle servitori della comunità umana, con la vostra divisa, con le vostre uniformi, avete pronunciato il vostro “si”, che è quello al servizio… un “sì” che comporta la fatica della quotidianità, della ferialità. Portiamo ai piedi di Maria i nostri “sì”, a volte nascosti; un “sì” che si sviluppa nei centri e nelle periferie, nei luoghi visibili e nei luoghi più velati… un “sì” che – come ci ha ricordato Papa Leone – sa costruire la civiltà dell’amore e si oppone alla civiltà della prepotenza e della subordinazione…
Un “sì” che si realizza, come per gli apostoli, anche nell’itineranza del nostro servizio; la nostra itineranza, non è solo un atto di tabella o di trasferimenti burocratici, ma è soprattutto un atto oblativo, un valore, che dice il sacrificio di spostarsi in ambienti diversi per servire la comunità umana.
Un “sì” che, nel nostro quotidiano servizio, ci rende testimoni della lieta novella, anche quando questa è annunciata in maniera indiretta, custodendo la giustizia, l’integrazione, la pace…”.
Infine l’incoraggiamento dell’Ordinario: “Pietro sperimentò le catene, Paolo fu rinchiuso tra le mura di un carcere, Maria rimase addolorata ai piedi della Croce, tutti i servitori del Vangelo sperimentarono la difficoltà di un messaggio che non sempre appariva comprensibile; questo avviene sempre in ogni epoca e in ogni cultura. Così gli apostoli e Maria ci invitano a non scoraggiarci mai nell’annunciare la buona novella, nonostante talvolta i fattori culturali e sociali potrebbero apparire lontani o diversi da determinati valori e verità che vengono annunciati in nome di Cristo… Affidiamo a Maria – ha concluso il Vescovo – la nostra umanità, affinché tutti possiamo scoprire e lavorare per custodire una fraternità universale”.
Alla fine della cerimonia Mons. Caschili, oltre a porgere la stima e la vicinanza da parte di Mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, ha espresso il suo vivo apprezzamento per “questa celebrazione che vede dinanzi a Maria, tutti coloro che talvolta anche a prezzo della vita, vigilano incessantemente perché nella storia l’ultima parola sia sempre quella del bene e dell’onore a vantaggio di tutti”; il Gen. Stefano Scanu, a nome di tutti i Comandanti, ha espresso i sentimenti di profonda gratitudine all’Ordinario Militare per la sua “continua vicinanza e attenzione verso le donne e gli uomini che quotidianamente operano al servizio delle istituzioni e della collettività”; dopo aver salutato affettuosamente le famiglie dei caduti e ringraziato per l’assidua opera dei Cappellani Militari, il Gen. Scanu ha anche dedicato una menzione speciale alla Schola Cantonurm di San Sperate (CA), che ha animato l’eucaristia, dando il giusto risalto e la perfetta armonia all’evento.
Terminata la cerimonia, l’Ordinario con tutti i cappellani presenti, sono stati ospiti dei padri mercedari per un momento conviviale.
















