A bordo del Vespucci il Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America celebra le cresime nel cuore di Baltimora

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(29-06-2026) Nella cornice dell’Inner Harbor, a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci, si è svolta ieri la celebrazione del Sacramento della Confermazione per otto militari della Marina Militare. Ha presieduto Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Gabriele Caccia, Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America. La cerimonia ha assunto un significato particolare: una Chiesa in navigazione. Ad accogliere il Nunzio sono stati il Cappellano Militare padre Michele Mangialardi, ofm e il Comandante CV Falica Nicasio che hanno rivolto un indirizzo istituzionale e fraterno. Poi il cappellano all’inizio della celebrazione si è rivolto al Nunzio: “Eccellenza Reverendissima, Welcome on board. Benvenuto tra noi, a nome del Comandante, dell’equipaggio della Nave Scuola Amerigo Vespucci e dei militari che oggi ricevono la Confermazione. La Provvidenza ci ha fatto incontrare 11 anni fa durante il Suo servizio in Libano. Il Vespucci è scuola di mare e di vita. Oggi, con Lei, diventa Chiesa. Lei porta a questi giovani la vicinanza del Santo Padre Papa Leone, figlio di questa terra e il dono dello Spirito Santo. Eccellenza, questa nave che è anche luogo giubilare in occasione dei 100 anni della costituzione dell’Ordinariato Militare per l’Italia, e nell’occasione le porgo i saluti dell’Ordinario Mons. Gian Franco Saba, è una nave che unisce i popoli: porta l’Italia nel mondo e accoglie il mondo a bordo. La Sua presenza ci ricorda che la Chiesa non ha confini. Ci benedica, ci confermi nel bene, perché anche con Cristo vince: Non chi comincia ma quel che persevera!”

Poi nell’omelia, pronunciata sul cassero, l’Arcivescovo ha preso l’immagine del mare per parlare della fede. “L’acqua fa galleggiare le navi, ma fa affondare anche chi non sa nuotare. Così è la vita: le stesse prove possono tenerti a galla o mandarti a picco. La differenza non è la tempesta. È la nave su cui stai. Così la vita: le prove possono diventare occasione di crescita o di smarrimento. Ciò che fa la differenza è la nave sulla quale si sceglie di rimanere.” Il Nunzio ha evidenziato: “Anche la Chiesa conosce momenti in cui sembra vacillare, come la barca degli Apostoli. Ma Cristo è sulla stessa nave. La sua presenza è garanzia di salvezza. Ai cresimandi è stato affidato oggi lo Spirito Santo perché siano, nella comunità, segno di stabilità e di speranza quando il mare si fa più mosso.”

Alla celebrazione hanno preso parte l’equipaggio, tra cui il coro e il servizio liturgico a cura degli allievi dell’Accademia navale di Livorno, le famiglie della comunità italo-americana e rappresentanti delle autorità locali. Al termine, uno dei cresimandi ha dichiarato: “L’impegno di oggi è continuare a servire bene, dentro e fuori dalla nave.”  Un altro ha sintetizzato: “Prima ero qui per il servizio. Da oggi sento che il servizio è per Qualcuno.”

Buon vento e che lo Spirito soffi nei nostri cuori e li riempia sempre del suo amore!

Padre Michele Mangialardi, cappellano