Loreto – 10 dicembre 2025
Oggi ci ritroviamo insieme per celebrare in questo tesoro preziosissimo della Santa Casa la festa della nostra patrona.
E’ una tappa del nostro cammino giubilare. Pensare alla Santa Casa di Nazareth è un po’ come pensare ad una conchiglia dentro la quale si trova una perla preziosa.
Desidero soffermarmi pertanto, alla luce anche della narrazione della Santa Casa, su due immagini a noi peraltro vicine.
Il volo e gli angeli.
Fu affidata alla cura degli angeli secondo la tradizione, la consegna a questo santo luogo di quelle pareti nelle quali Maria pronunciò il suo sì.
Questa casa è il simbolo di un luogo di grazia e richiama la casa della nostra vita, la casa della nostra esistenza. Non si trattò soltanto dell’incontro tra Dio e una struttura materiale, ma si trattò dell’incontro dello Spirito di Dio con la casa interiore di Maria.
Dio viene perciò ad abitare la casa della nostra vita e questo mi pare il messaggio grande che Maria ancora ci trasmette in questo luogo.
Queste mura infatti ricordano l’adesione a un progetto, a un progetto che è frutto di un incontro. Ogni volo esprime la dinamica di un incontro.
Nel mondo dell’aeronautica è importante sapere che cos’è un waypoint, una posizione geografica specifica, avere un punto di riferimento. Nessuno può partire senza avere chiara una destinazione. Lo Spirito di Dio incontra Maria offrendogli una destinazione, la destinazione di partecipare attivamente al progetto di Dio.
Maria oggi ci ricorda che Dio ci interpella tutti, ci coinvolge per divenire quella casa interiore nella quale ascoltare la sua voce, per ricordarci che Dio si fa prossimo all’umanità, in ogni tempo e in ogni luogo, e ci coinvolge per iniziare con Lui rotte nuove, per attraversare le rotte della storia del nostro mondo, divenendo messaggeri di pace.
L’immagine della casa ci riporta all’immagine dei nostri aeromobili, che sono un po’ delle case attraverso le quali uomini e donne di ogni cultura, popolo, nazione, fede, si ritrovano attraversando città, nazioni, continenti, per ragioni di lavoro, per ragioni di svago, per molteplici altre ragioni.
Attraverso questo vostro prezioso servizio, divenite così uno spazio attraverso il quale viene costruita una famiglia umana.
Ed è un servizio che esprime molto bene il desiderio di Dio di edificare la casa dell’umanità. In questo tempo particolare, infatti, questa casa dell’umanità talvolta pare segnata anche da prove e pericoli. E con il vostro servizio voi ne divenite anche difensori e protettori, custodi.
Vi è poi un’altra immagine che desidero sottolineare, è quella della pista di atterraggio e di partenza.
Occorre avere luoghi dove il nostro cuore sa sostare per rigenerare se stesso. Noi siamo venuti qui in questa casa per sostare alla presenza di Maria e con Maria davanti al Signore, perché desideriamo volare portando a tutti l’annuncio di Dio.
Il Signore è con te. Il Signore pone la tenda in mezzo all’umanità per ricordare che Dio si fa prossimo di ciascuno. Anche noi siamo chiamati, a partire dalle nostre reali condizioni, a portare avanti la missione di Maria. La missione di essere via, mezzo, arca di alleanza tra Dio e l’umanità e all’interno dell’umanità, raggiungendo anche quei luoghi più impervi, talvolta conducendo voli di speranza, proprio così come è stato il cammino di Maria, arca dell’Alleanza, arca di speranza; ha portato colui che ha ravvivato la speranza umana. Questa speranza gli uomini della difesa spesso la portano soccorrendo i fragili, i deboli, coloro che vivono situazioni di povertà, coloro che sono esposti a condizioni di grave pericolo, talvolta lontani dalle famiglie, dagli affetti più cari, spendendo il proprio tempo a servizio del bene comune.
Possa la Vergine Maria aiutare ciascuno di noi nel maturare tutte quelle virtù che portano ad essere messaggeri di Dio, messaggeri della parola di Dio e della speranza di Dio.
Il volo richiama anche l’altra immagine tanto cara a Papa Leone, quella del ponte, gettare ponti, le rotte in fondo gettano ponti all’interno dell’umanità. Il Signore ci conceda, nel nostro tempo, di avere il coraggio di Maria, di saper dire il nostro sì, con fiducia, con fedeltà, anche davanti a rotte ancora non conosciute. In special modo, desidero rivolgermi a voi, cari allievi, in questo tempo di formazione.
E’ un tempo nel quale allenare il cuore e l’intelligenza per sentirci custodi e costruttori dell’unica famiglia umana, per promuovere una comunicazione umana disarmata e disarmante, come ci ricorda il Santo Padre, che è generata da persone che creano ponti all’interno dell’umanità. Ci si prepara ad essere costruttori di rotte di pace, costruttori di rigenerazione in un mondo talvolta lacerato da discordie e contese.
Non poche volte i voli sui quali voi vi troverete ad agire e operare saranno proprio voli di soccorso e tutto questo non è altro che un prolungamento concreto e reale di quel soccorso che Maria ha saputo portare all’umanità rendendosi disponibile all’azione dello Spirito Santo. In questa logica si svolge anche il servizio di assistenza spirituale dei nostri cappellani militari, tanto prezioso e tanto necessario, talvolta tanto nascosto e qualvolta forse anche incomprensibile ad uno sguardo non acuto e attento a ciò che esso promuove ed opera.
Siamo chiamati in questo tempo concordemente, unanimamente, a promuovere una missione di assistenza spirituale che favorisca una Chiesa e un’umanità dell’incontro.
(testo trascritto da audio-registrazione)
