Santuario del Divino Amore – 20 settembre 2025
Il Signore ci propone di riflettere sul dono della sua Parola, seminata gratuitamente a larghe mani, di cuore. Abbiamo ascoltato: il terreno può essere segnato da condizioni diverse. Il seme può cadere lungo la strada, può cadere in mezzo ai rovi, può cadere tra le pietre, può cadere in un terreno che è già pronto. Noi ci siamo messi in cammino come un terreno che desidera ripulirsi per accogliere la parola di Dio, la presenza di Dio […]
La nostra vita può sempre purificarsi da tutto ciò che ci rende faticosa la via della sequela di Gesù e quindi il primo messaggio che ci viene donato qui, ai piedi di Maria, è la speranza, la fiducia, la fiducia che possiamo essere un terreno fecondo […]
La vita che il Signore ci ha donato nella storicità della persona di ciascuno, di ciascun individuo, è lo spazio bello nel quale lavorare. Talvolta questo spazio può essere abitato da sassi, può essere abitato da rovi, talvolta può essere un terreno che è un po’ impermeabile […]
Quindi bisogna un po’ fare spazio, liberare questo terreno. Col pellegrinaggio abbiamo voluto esprimere il vivo desiderio di camminare, potremmo dire di impegnarci a lavorare nel terreno della nostra vita e siamo qui per chiedere al Signore, attraverso l’intercessione di Maria, che le nostre vite diventino un terreno buono, un terreno buono perché accoglie la Parola di Dio che lo rende buono […]
I manichei ritenevano che vi fosse una bontà predeterminata, vi può essere neomanicheismo segnato da chi forse ritiene che tutto viene perfezionato da agenti esterni al nostro cuore e dalla ipertecnologia, ma vi è un fattore che deve mettersi in moto: il nostro cuore, la nostra interiorità. È lì che il Signore lavora in modo fecondo […]
Proprio ieri il Santo Padre, in un suo discorso, ha sottolineato che noi oggi attraversiamo una tappa della storia molto difficile, indubbiamente con il pensiero ai conflitti in corso, alle situazioni di instabilità. Ecco, il cuore dell’uomo quando diviene un po’ selvatico, non è oggetto di un lavorio interno, scatena delle azioni che sono frutto di una vita non fecondata dalla presenza di Dio. Ogni qualvolta noi togliamo Dio dalla nostra vita, rischiamo di compiere un grande danno […]
Vogliamo affidare i terreni delle nostre esistenze, delle nostre biografie, delle nostre esperienze di vita, ma anche quelle del mondo intero, perché il Signore abbia pazienza, sia sempre paziente ancora con noi nel gettare il suo seme, attendendo che ciascuno di noi possa prendere con generoso impegno il cammino di lavoro sul proprio terreno, affinché diventiamo un terreno fecondo.
Maria è stato un grembo fecondo, grembo pronto per la vita nuova. Il Signore per la sua intercessione ci conceda di essere generati a vita nuova attraverso sempre la sua grazia ogni giorno e di essere anche generatori di vita Buona vita!
✠ Gian Franco Saba
Arcivescovo
(testo trascritto da audio-registrazione, non rivisto dall’Ordinario Militare)
