(04/04/2025) Il calendario del Giubileo delle Forze Armate, di Polizia e di Sicurezza, nelle varie diocesi della Sardegna, proposto dai Cappellani della XVI Zona Pastorale, è stato coordinato insieme alle curie ecclesiastiche e si è sviluppato ovunque in tre fasi: il pellegrinaggio, il momento penitenziale e la celebrazione eucaristica, con il rinnovo del credo battesimale.
Da Alghero ad Ozieri, da Sassari ad Olbia, da Nuoro a La Maddalena, per terminare con la solenne celebrazione nel capoluogo, per le diocesi di Cagliari, Oristano e Iglesias, presieduta dall’Ordinario Militare, Mons. Santo Marcianò (vedi articolo dedicato).
Ovunque, nelle cattedrali e nelle basiliche giubilari, la celebrazione si è arricchita di riflessione e di invocazione, concludendo sempre con la “Preghiera per la Patria”. Ma soprattutto è stata anche l’opportunità per i vescovi sardi di rivolgere il proprio incoraggiamento e la propria gratitudine a tutti coloro che “con fedeltà ed onore” servono lo Stato, adoperandosi per la sicurezza e la tutela del Bene Comune.
Il percorso è iniziato martedì 11 marzo u.s. ad Alghero, nella cattedrale di S. Maria Immacolata, dove Mons, Mauro Maria Morfino riproponendo l’origine filologica del Giubileo biblico, ha ricordato: “San Girolamo quando traduce in latino la bibbia, lascia la parola ebraica Yobel e chi traslittera, non conoscendo il termine, lo avvicina alla parola che più conosceva in Jobeleus, facendolo derivare dal vocabolo jubilum, gioia, allegria. Ma quel termine ebraico dice altro; esprime la concezione di restituzione, di giustizia verso Dio. Il Giubileo, vissuto ogni 50 anni, era il tempo per restituire la terra a chi l’aveva perduta, la libertà a chi l’aveva persa, il debito a chi lo aveva contratto… oggi ringraziamo Dio per la vostra fattiva opera di giustizia che voi, uomini e donne in divisa, ogni giorno testimoniate, con il vostro servizio di dedizione alla Nazione, in favore della sicurezza e della pace”.
Il giorno dopo, mercoledì 12 marzo, ad Ozieri, nella Cattedrale di Maria Immacolata, Mons, Corrado Melis, ha sottolineato il senso del dovere che richiede la professione di chi serve lo Stato, pronti anche al sacrificio della propria vita: “Poniamo davanti all’altare del Signore il vostro operato, la vostra piena disponibilità, il vostro sacrificio quotidiano, nel ricordo anche di chi è caduto nell’adempiere il proprio dovere”.
A Sassari, giovedì 13 marzo, nella Cattedrale di San Nicola, Mons. Gianfranco Saba ha rimarcato l’importanza pedagogica del Giubileo che ci riporta alla somma gratuità di Dio: “Vi sono dei momenti dove tutti noi abbiamo bisogno di affidarci alla bontà, alla misericordia di Dio, di un Dio che ci perdona, ci salva e ci dona la sua pace… così penso in modo speciale alla vostra missione, la quale certamente, se in alcuni momenti si manifesta anche in alcune azioni restrittive, come è giusto che sia, tuttavia vi è una dimensione specifica nella quale il vostro servizio si esprime come sostegno e vigore alla vita, come promozione della vita”.
Nelle festività di San Giuseppe, il 19 marzo, ad Olbia, nella Basilica giubilare di San Simplicio, Mons. Roberto Fornaciari, facendo riferimento alla particolare ricorrenza, ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza di “custodire e difendere il grande valore della vita, sull’esempio Giuseppe, sposo di Maria, che accetta il disegno di Dio, servendo nella discrezione e nel silenzio, per dare a Gesù amore e protezione… Egli è esempio per tutti, e in particolare per voi, uomini e donne a servizio dei cittadini, per custodire e difendere i grandi valori come la vita, la sicurezza e la pace”.
Penultima tappa è stata a Nuoro, nella Cattedrale di Santa Maria della Neve. Durante la sua riflessione, Mons. Antonello Mura ha condiviso il suo apprezzamento per le Forze dell’Ordine: “Celebro con gioia insieme a voi questo giubileo, con i vostri comandanti, con tutti voi: sono qui per ringraziare Dio per la vostra opera quotidiana, a servizio dei cittadini, della legalità, della giustizia: voi siete chiamati ad essere segni ed operatori di speranza. Sì, la speranza segna profondamente il vostro impegno, il vostro lavoro, la vostra missione. E proprio nella Speranza papa Francesco pone l’accento per questo giubileo e invita tutti ad essere “Pellegrini di Speranza”.
Infine il programma giubilare si è concluso a La Maddalena, dove nella chiesa parrocchiale gremita soprattutto dagli allievi marinai, don Umberto Deriu, parroco e sacerdote collaboratore, ha sottolineato il senso del dono: “Questa celebrazione giubilare, davanti a Dio, ci fa comprendere il dono della nostra divisa: la nostra divisa è una vocazione, è una scelta, quella di stare sempre dalla parte di coloro che desiderano la pace, la giustizia… per questo la dobbiamo portare sempre con orgoglio”.








