(23-12-2025) “Buongiorno a tutti, carissimi cappellani, carissimi militari italiani, desidero salutarvi con affetto prima delle festività natalizie per farvi sentire la vicinanza, l’augurio e ringraziarvi per il prezioso servizio che svolgete. Con grande emozione mi rivolgo a voi da questa sede del COVI donne e uomini con le stellette che operate nell’ambito delle missioni internazionali sotto l’egida di ONU, Nato e Unione Europea o accordi bilaterali. Un grazie sincero per il vostro qualificato servizio, attraverso il quale, con professionalità e abnegazione, contribuite a garantire la pace e la sicurezza tra i popoli favorendo la cooperazione con altri organismi internazionali. Il contributo italiano al mantenimento della stabilità e la sicurezza nelle aree più critiche del mondo risulta sempre più prezioso e necessario e per questo vostro servizio la Chiesa Ordinariato Militare, attraverso il mio umile servizio, vi dice un grazie sincero, affettuoso e ricco di riconoscenza.
Voglio esprimere anche un doveroso e sincero pensiero ai caduti affinché il loro ricordo rimanga vivo e i loro nomi siano sempre ricordati tra coloro che sono stati operatori di pace, di bene e di libertà.
Mi appresto a partire per il Kuwait tra pochissime ore, laddove, in comunione con tutta la nostra chiesa Ordinariato Militare, la notte di Natale chiuderemo l’Anno Santo della nostra chiesa particolare. Come ci ha ricordato qualche giorno fa Papa Leone, chiudere una porta dell’Anno Santo non significa chiudere il cammino della speranza. Anzi, chiudendo questa tappa desideriamo come Chiesa Ordinariato Militare divenire sentinelle di pace, sentinelle di speranza, continuare il cammino intrapreso con fiducia e con gioia. La festa del Natale, che ci riporta alla nascita di Gesù a Betlemme, ci riconduce al vivo desiderio che Gesù sempre nasca e cresca nella nostra vita. Ci ricorda Sant’Agostino che Gesù sì nasce una sola volta nella storia a Betlemme, ma egli continua a nascere grazie allo Spirito Santo perché cresca in noi e noi vogliamo crescere con Gesù e vogliamo che Gesù cresca in noi e che noi acquisiamo i tratti della bella umanità di Gesù.
Vogliamo essere anche ambasciatori e messaggeri di questa bella umanità tra i popoli, tra le culture e tra le religioni dove ci troviamo. In modo speciale a voi cappellani militari e militari in servizio in luoghi strategici anche minacciati dal pericolo, la preghiera perché il Natale possa essere un momento di serenità, di pace e di fiducia. Natale è un’occasione per vivere profondamente quella nostra missione di chiesa castrense, chiesa da campo, cioè una chiesa in cammino verso Gesù ma anche con Gesù verso l’umanità, questo duplice dinamismo … e in questo duplice dinamismo ecco che si attua quello che anche Papa Leone ha ricordato negli auguri alla curia romana, agli arcivescovi, ai vescovi presenti in Santa Sede: cioè la chiesa chiamata ad essere in uscita nella memoria di quanto già Papa Francesco ci disse e ancora Papa Leone ci ha ricordato di essere una chiesa in stato di missione.
Voi Cappellani militari svolgete unitamente a me e ai nostri amati militari una missione di pace”.
Dopo aver impartito la benedizione l’Arcivescovo Castrense ha annunciato il Centenario dell’Ordinariato Militare per l’Italia dal tema “Inter Arma Caritas” tra memoria e profezia che verrà celebrato solennemente con diverse iniziative a partire da marzo 2026.

