Aosta – La Settimana formativa della Scuola Allievi Cappellani

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(17-02-2026) Dal 7 al 14 febbraio 2026, presso il Centro Addestramento Alpino – Scuola Militare di Aosta, si è svolta la Settimana di ambientamento alpino per i seminaristi della Scuola Allievi Cappellani dell’Ordinariato Militare per l’Italia. Un’esperienza intensa e profondamente formativa che ha visto una ventina di partecipanti – tra seminaristi e formatori – vivere in caserma accanto ai militari della Scuola Militare Alpina ed al Cappellano don Fabio Zanin.

Nel cuore della Valle d’Aosta, tra la sobrietà della montagna invernale e il silenzio della neve, i giovani in cammino verso il ministero hanno potuto condividere la vita quotidiana della caserma Battisti, alternando momenti di preghiera e fraternità ad attività addestrative sulla neve. Fin dal primo giorno è stata evidente la sentita e cordiale accoglienza riservata dalla Scuola, soprattutto attraverso il Vice Comandante Col. Alessandro Nossen ed i suoi collaboratori: un’ospitalità fattiva e premurosa, capace di far sentire ciascuno parte di una famiglia più grande, nella quale la dimensione militare e quella spirituale non si contrappongono, ma si illuminano a vicenda.

Le giornate sono state scandite dall’attività sciistica a Pila, dalle lezioni teoriche sulle attività alpine e da momenti di confronto guidati dal ProRettore don Rino De Paola e dal Padre spirituale. La montagna, con le sue esigenze e la sua bellezza, si è rivelata maestra esigente: educa al senso del limite, alla responsabilità reciproca, alla cura del compagno, alla disciplina interiore. In questo contesto, anche l’uniformità dell’equipaggiamento e la precisione delle consegne hanno contribuito a rafforzare nei seminaristi la consapevolezza dell’identità militare che saranno chiamati a condividere con i Reparti a cui verranno inviati.

Non sono mancati momenti di particolare intensità, come la giornata di fraternità con i Cappellani della I zona pastorale, l’incontro con il Vescovo di Aosta e la salita al Monte Bianco tramite Skyway insieme all’alpinista Filip Babicz: esperienze che hanno messo alla prova il fisico e lo spirito, favorendo una fraternità concreta, fatta di aiuto reciproco e di schiettezza nei rapporti. Proprio questa franchezza, vissuta nella vita comune e nel confronto quotidiano, si è rivelata uno degli aspetti più fecondi della settimana: un clima nel quale ciascuno ha potuto verificare con sincerità le proprie motivazioni, lasciandosi interrogare dalla realtà e accompagnare nel proprio cammino vocazionale.

Al termine della settimana, nei saluti istituzionali e nello scambio dei doni, è emersa una gratitudine condivisa: per l’accoglienza generosa della Scuola Militare Alpina ed al suo Comandante Gen. B. Alessio Cavicchioli, per la professionalità degli istruttori coordinati dal C.le Luca Agostinetto della Joint Task Force olimpica, per la testimonianza dei cappellani della Zona guidati dal decano don Diego, per la familiarità con i militari della caserma a partire dal Cap. Alessandro Marino, per l’ospitalità pratica sotto la responsabilità del 1°lgt Giacomo Mangano e per il clima di autentica fraternità che ha unito tutti.

L’ambientamento alpino non è stato soltanto un modulo addestrativo, ma un vero laboratorio di discernimento e di identità. In un contesto operativo reale, i futuri cappellani hanno potuto comprendere più a fondo che il loro ministero sarà chiamato a farsi presenza fedele anche in ambienti sfidanti e in condizioni faticose, condividendo fino in fondo la vita dei militari per poter portare ovunque la Fede e l’aiuto spirituale. La montagna, con la sua essenzialità, ha ricordato a tutti che solo su fondamenta solide – umane, spirituali e comunitarie – può crescere un servizio pastorale capace di testimoniare il Vangelo nella vita quotidiana delle Forze Armate.