Ha incontrato la sanità militare nel segno di Maria Salute degli Infermi

L’Arcivescovo al Celio per la celebrazione della Giornata del Malato

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(18-02-2026) Si è svolta presso l’Ospedale Militare del Celio la celebrazione eucaristica dedicata al mondo della sanità militare in occasione della Giornata Mondiale del Malato. L’appuntamento, inizialmente previsto per l’11 febbraio, memoria della Madonna di Lourdes, è stato posticipato al 16 febbraio per sopraggiunti impegni pastorali. A presiedere la Santa Messa è stato Mons. Gianfranco Saba, Ordinario Militare per l’Italia, alla presenza del Direttore dell’Ospedale, Generale Campagna, del personale sanitario, militare e civile che quotidianamente presta servizio presso la struttura. Presenti anche il Cappellano militare del Celio, Padre Michele Motta, e il diacono Don Salvatore Guarneri, che esercita il proprio ministero diaconale presso l’Ospedale Militare, segno di una presenza pastorale stabile e integrata nella vita della struttura.

Nel corso dell’omelia, l’Ordinario Militare ha richiamato il significato profondo del titolo mariano di “Salute degli Infermi”, sottolineando come esso non sia soltanto un’espressione devozionale, ma una chiave teologica capace di illuminare il mistero della sofferenza e della cura. Dio, nel mistero dell’Incarnazione, non rimane distante dal dolore umano ma lo assume, lo attraversa, se ne fa carico. Maria, accanto al Figlio, accompagna questo cammino senza porre barriere, restando fedele fino alla croce, segno concreto di una maternità che si estende all’intera umanità.

Rivolgendosi in modo particolare agli operatori della sanità militare, Mons. Saba ha evidenziato come il servizio della cura non possa ridursi a un atto meramente tecnico. Ogni gesto di assistenza, dal più semplice al più complesso, rappresenta un “farsi carico” dell’altro nella sua interezza, partecipando a quell’opera di soccorso che Dio stesso ha inaugurato assumendo la nostra condizione umana. In questa prospettiva, la cura diventa un altissimo servizio alla persona, chiamata non solo alla guarigione fisica, ma a una dignità che abbraccia anche la dimensione spirituale.

 Non è mancato un richiamo al rischio di una visione riduttiva dell’uomo, limitata alla sola dimensione materiale. La persona, ha ricordato, è realtà poliedrica, fatta di corpo, affetti, interiorità e domanda di senso. In particolare, la sanità militare è spesso chiamata ad operare in contesti complessi, dove il dolore innocente si manifesta in modo tangibile. In tali situazioni, la presenza dell’Ordinariato Militare e dei cappellani rappresenta un accompagnamento qualificato che integra la dimensione spirituale nel percorso di assistenza, contribuendo a rendere la carità più efficace e più profonda.

Nel passaggio conclusivo dell’omelia, l’Arcivescovo ha richiamato l’immagine evangelica del sussulto di Giovanni nel grembo di Elisabetta come simbolo di quella speranza che può rinascere anche nei luoghi segnati dalla fragilità. Al Celio, nel cuore di una struttura che ogni giorno affronta la sofferenza umana, la celebrazione ha voluto essere un segno di vicinanza e di incoraggiamento verso chi svolge con dedizione e professionalità un servizio tanto delicato quanto essenziale, ricordando che la cura autentica riguarda sempre la persona nella sua totalità.