Conclusa la Visita Pastorale dell’Ordinario in Kosovo in occasione della Pasqua

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(06-04-2026) Sabato Santo S.E. Mons. Gian Franco Saba, accompagnato dal suo segretario don Giovanni Tanca, dopo i primi due giorni del triduo a Pristina (vedi le news precedenti) ha compiuto la visita pastorale al contingente italiano presso il Campo “Villaggio Italia” di Pejë.

Accolto dal comandante, colonnello Federico Mora, e dal cappellano militare don Tollu, ha salutato tutto il personale italiano donando a ciascuno un rosario.

Ha avuto l’opportunità di incontrare le suore missionarie della Carità presenti a Pejë. Per le religiose, il cappellano militare celebra settimanalmente la Santa Messa in lingua inglese, in un clima di collaborazione fraterna che si estende anche alle attività di sostegno e assistenza alle famiglie in difficoltà del territorio.

Nel corso della giornata, la delegazione ha visitato il monastero ortodosso di Monastero di Visoki Dečani, accompagnata dall’abate padre Sava e dal comandante del contingente. La visita ha offerto un momento di profonda riflessione spirituale: l’Ordinario si è soffermato ad ammirare i celebri affreschi del monastero e si è raccolto in preghiera davanti alle reliquie di Santo Stefano.

La sera, insieme ai militari italiani presenti nella missione, è stata celebrata la solenne Veglia Pasquale. In un clima di intensa partecipazione spirituale, si è svolta la liturgia con la benedizione del fuoco, seguita dalla liturgia della luce e dalla processione con il cero pasquale, fino allo svolgimento completo della Veglia.

Così l’Ordinario nell’omelia: “questa sera celebriamo insieme l’Eucaristia, vegliando per annunciare che Gesù è veramente risorto. E’ questo il primo motivo del nostro incontro e lo annunciamo al mondo intero, Gesù è veramente risorto, la risurrezione di Gesù, come abbiamo potuto ascoltare nella preghiera, è motivo di esultanza, esulti il mondo intero, esulti la Madre Chiesa. L’esultanza forse in questo momento non è la musica di tutto il mondo, anzi vi è il dolore, vi è il pianto, vi è la sofferenza, dettato dall’oscurità del male, della guerra, della violenza e delle contrapposizioni.

Ma Gesù stasera annuncia ancora a noi e annuncia al mondo intero che il male non prevarrà. Ricorderemo tutti il saluto di pace di Papa Leone XIV, dopo la sua elezione, dalla loggia di San Pietro, quando annunciò al mondo intero la pace del Signore sia con tutti voi. E poi ci invitò a camminare tutti insieme, prendendoci per mano gli uni gli altri, con speranza che il male non trionferà …

Pensando anche a questa missione qui in Kosovo, è una missione di amore ed è una missione per la quale vale la pena ogni sacrificio …

Come militari il Signore costituisce ancora di più come annunciatori dell’amore, non solo annunciatori ma custodi, perché voi toccate con mano spesso quanto quest’amore venga lacerato, quanto la violenza lo possa veramente annichilire. E allora servitori dell’amore di Dio, in ogni circostanza … tutti ministri di risurrezione, di vita nuova …

Questo piccolo gesto – ha concluso il presule – che noi abbiamo compiuto, la piccola lampada, il piccolo cero, dal grande cero è un po’ un messaggio che vorrei lasciare a ciascuno di noi, ma anche indirizzare a tutta la Chiesa Ordinariato Militare, a tutti coloro che in questo momento con i loro cappellani sono riuniti in preghiera, nei teatri, nelle missioni operative, nei vari contingenti, in vari contesti. Accendiamo la nostra piccola luce da quella grande luce che è Cristo e quella nostra piccola luce sarà tenuta viva da Cristo e Lui ci aiuterà a capire quale strada dobbiamo percorrere, ci accompagnerà, non ci lascerà soli”.

Al termine della celebrazione è stata collocata, sotto l’icona della Vergine Maria, una lampada votiva donata dall’Ordinario. Il segno, semplice ma significativo, vuole essere un invito alla pace ed è stato offerto anche come dono al monastero di Dečani, quale gesto di fraternità e dialogo.

La visita si è conclusa al termine della vigilia con un incontro gioioso con il contingente.

La domenica pomeriggio – precisa don Tollu – si sono raccolti i primi frutti della visita dell’Ordinario, in quanto si è vissuto un intimo ed intenso momento di incontro e preghiera: i monaci del monastero di Dečani, insieme al comandante del contingente e al cappellano militare, hanno vissuto dinanzi alla lampada della pace una preghiera per la pace nel mondo.

La visita di S.E. Mons. Saba ha rappresentato un segno concreto di vicinanza dell’Ordinariato Militare ai militari impegnati nelle missioni internazionali e, allo stesso tempo, un’occasione di dialogo e fraternità con le due comunità religiose incontrate, nel comune desiderio di promuovere la pace e la solidarietà tra i popoli.

Domenica l’Arcivescovo castrense, rientrato a Pristina, in mattinata ha presieduto la solenne Messa di Pasqua: ancora un momento assolutamente bello “di gioia e di risurrezione”, come hanno sottolineato in molti: la chiesa opportunamente addobbata con fiori e piantine all’esterno, la partecipazione del Coro dei Carabinieri e l’animazione dei militari dell’esercito che hanno prestato il servizio sull’altare. Sempre coinvolgente la parola dell’Ordinario attento e vicino all’opera dei militari impegnati come sentinelle di pace e della difesa dei diritti umani, dando quindi un grande valore al loro impegno e alle loro attività.

Nell’omelia l’Arcivescovo ha invitato a “mettersi davanti al Signore in un atteggiamento di abbandono, di fiducia … La pietra che copriva il sepolcro è stata rotolata via, per questo noi ci fidiamo. Ci fidiamo perché Dio ha agito. Chissà quante volte nella nostra vita abbiamo riscontrato l’azione di Dio, dalle cose più piccole alle cose più significative, oppure qualche volta non ci abbiamo neppure pensato che fosse Dio che ha orientato al bene le nostre situazioni … Bene, il Signore invece è presente nella nostra vita. L’annuncio di Pasqua sostanzialmente è questo … Oggi così, con spirito davvero di famiglia noi celebriamo la Pasqua. Sono lieto di poterla condividere con tutti e ciascuno di voi, perché la famiglia della Chiesa dell’Ordinariato militare si ritrova insieme non per celebrare realtà umane, ma per celebrare l’amore di Dio nella nostra esistenza … E Papa Leone ci ha ricordato che la preghiera di chi promuove la guerra non può essere ascoltata da Dio. Ma la preghiera di chi promuove la pace, la difende, la custodisce anche col sacrificio personale, questa è ascoltata da Dio. Questa è benedetta da Dio. Quindi è un discepolato a servizio del Signore, quello che è riposto nelle vostre e nelle nostre mani.

Dopo la celebrazione ci si è ritrovati per il momento convivale del pranzo con i saluti da parte di tutto il personale, quindi nel pomeriggio il rientro a Roma.

L’effetto e gli echi della visita sono assolutamente positivi, “un vescovo che sta in mezzo ai militari, condivide la loro esperienza, li incoraggia, un vescovo alla mano che sa dialogare con tutti, dai più alti gradi degli ufficiali fino ai soldati semplici, e sa comunque rapportarsi con gesti fraterni di attenzione verso il prossimo. Ciò lo caratterizza e rende anche molto incisivo quello che dice nel suo modo di comunicare il Vangelo. La cosa bella – sottolinea don Magnani – è che le sue azioni esprimono quello che lui dice di fatto in predica, questa unità lo rende assolutamente credibile e dà una profonda fiducia”.