(14-04-2026) In vista del primo anniversario della scomparsa di Papa Francesco (21 aprile 2025), Lampedusa ha ricordato l’amato pontefice che scelse proprio l’isola come meta del suo primo pellegrinaggio al di fuori del Vaticano.
Il 10 aprile, presso la Parrocchia San Gerlando, è stato presentato il documentario “L’Argentina di Francesco”, girato sul finire del 2024 da Eugenio Bonanata (autore e regista), e Orsola Appendino (per la consulenza scientifica e supporto organizzativo), prodotto da Telepace in collaborazione con Vatican News.
Due giorni prima ad Asti c’era stata la presentazione ufficiale, in contemporanea con la proiezione nella filmoteca vaticana. E prossimamente ve ne sarà una ulteriore presso la Casa di Reclusione di Regina Coeli, luogo dell’ultima uscita di Papa Francesco.
Per la promozione dell’evento a Lampedusa è stato coinvolto anche l’Ordinariato Militare. L’Arcivescovo Gian Franco Saba ha aderito con entusiasmo, incaricando il cappellano militare di Lampedusa, don Paolo Solidoro, a diffondere gli inviti alla visione alle varie forze armate presenti.
Difatti, numerosa è stata la partecipazione dei militari: una partecipazione sentita e fattiva. Sono intervenuti per i saluti don Stefano Anastasi (parroco durante la visita del papa argentino), don Carmelo Rizzo (parroco attuale) e don Paolo Solidoro (cappellano militare).
Da remoto, in video collegamento ha dato il suo contributo Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.
Tante le testimonianze nel documentario a partire dai quartieri di Flores e Almagro, dove Bergoglio è nato e cresciuto: luoghi, incontri, ed esperienze di vita, che hanno reso quest’uomo grande nell’amore.
Guardando il video, tutti i militari hanno portato con sé diversi spunti di riflessione. Innanzitutto la sua figura umana, le sue origini e il linguaggio diretto.
Questo lato umano, ci ha aiutato a vedere poi il suo papato non solo come un’istituzione, ma quale esperienza personale e di comunità.
Il suo ministero presbiterale ed episcopale, era associato ad un tentativo di cambiamenti nella sua terra nativa, l’Argentina, di una maggiore attenzione ai poveri, di un’apertura al dialogo e di una comunicazione più accessibile.
Bergoglio, come si è potuto vedere nel video molto ben fatto, metteva in evidenza alcuni temi come l’ambiente, le disuguaglianze, la povertà e le migrazioni.
Era una sua scelta di vita che incarnava e viveva ogni giorno il Vangelo di Cristo.
Soprattutto, le persone che incontrava gli hanno insegnato semplicità, gratitudine e forza della comunione.
Anche nelle condizioni più difficili, come quelle politiche e sociali del suo ministero da Cardinale, ha sempre avuto una capacità di condividere con la sua amata gente lo zelo per la Chiesa, corpo mistico di Cristo.
E poi infine l’incontro con gli altri. È stato il ‘motto’ principale della sua vocazione: lo stare insieme agli altri per Bergoglio era come incontrare sé stesso e Cristo.
Questo messaggio, sulla sua scia, continua ancora oggi con Papa Leone.
Don Paolo Solidoro





