(20-04-2026) Si è aperta venerdì 17 aprile a Modena la visita pastorale dell’Ordinario Militare per l’Italia, mons. Gian Franco Saba, nell’ambito del suo percorso in Emilia-Romagna. Una giornata intensa, scandita da incontri istituzionali e momenti spirituali, che ha trovato il suo culmine nella celebrazione eucaristica presso la chiesa di San Domenico.
La visita ha preso avvio dal Duomo di Modena, dove l’Ordinario ha incontrato l’arcivescovo Erio Castellucci, in un clima di cordiale dialogo e comunione ecclesiale. Successivamente, si è recato all’Accademia Militare, dove è stato accolto dal comandante, Generale di Divisione Stefano Messina.
All’interno dell’istituto, l’Ordinario ha preso parte a un momento di condivisione e visita delle strutture, culminato nell’incontro in aula magna con il quadro permanente, il reggimento allievi e il reparto corsi. Un’occasione di confronto diretto che ha messo in luce il valore di una formazione integrale, capace di unire competenza professionale e crescita umana.
A seguire, la celebrazione della Santa Messa alla presenza delle massime autorità cittadine, nella chiesa di San Domenico ha rappresentato il cuore spirituale della giornata. Durante la liturgia, è stato conferito il Battesimo al sottotenente Omar Carlo, che ha così compiuto il suo ingresso pieno nella Chiesa, mentre quasi sessanta allievi hanno ricevuto il sacramento della Confermazione. La celebrazione è stata concelebrata dal cappellano dell’Accademia, don Marco Falcone.
Nell’omelia, mons. Saba ha offerto una riflessione profonda sul significato del cammino di fede, intrecciandolo con l’esperienza concreta degli allievi. «La vita terrena – ha ricordato – ha bisogno di un contatto continuo» con Cristo: non basta ciò che si possiede, ma è necessario un nutrimento più profondo, quello dello Spirito. La Parola di Dio e l’Eucaristia, indicata come «pane di vita eterna», diventano così il fondamento di una vita pienamente umana.
Rivolgendosi ai giovani, l’Ordinario ha sottolineato come il loro percorso sia segnato da passaggi decisivi. «Nella nostra vita è tutto un passaggio», ha affermato, mettendo in guardia da una visione riduttiva e lineare dell’esistenza. Le tappe della vita, ha spiegato, non sono semplicemente successive, ma profondamente connesse tra loro: ciascuna rappresenta insieme un punto di arrivo e un nuovo inizio. In questa luce si comprendono anche i sacramenti celebrati: il Battesimo di Omar Carlo e la Confermazione degli allievi non come traguardi statici, ma come aperture a una crescita continua.
Un passaggio centrale dell’omelia è stato dedicato al Vangelo della moltiplicazione dei pani. Gesù, ha osservato mons. Saba, mette alla prova i discepoli non per umiliarli, ma per farli maturare. La prova, dunque, non è un ostacolo, ma una via di crescita. «Dal poco Gesù tira fuori il molto»: partendo dai cinque pani e due pesci offerti, il Signore mostra uno stile che non è magico né distante, ma profondamente partecipativo.
Questo stile interpella direttamente la vita degli allievi: non attendere condizioni ideali, ma partire da ciò che si è e da ciò che si ha, anche quando appare poco. È proprio in questa disponibilità che si apre lo spazio dell’azione di Dio, capace di trasformare il limite in risorsa. La fede stessa, ha ricordato l’Ordinario, è un cammino che dura tutta la vita e che chiede di essere vissuto con autenticità, anche nelle domande e nelle fatiche.
Infine, lo sguardo si è allargato alla dimensione universale della comunità umana: lingue, culture e religioni diverse, ma un’unica famiglia, tutti bisognosi di essere nutriti non solo del pane materiale, ma anche della Parola di Dio.
La giornata modenese si è così configurata come un momento significativo di sintesi tra fede e formazione, nel quale l’esperienza spirituale si è intrecciata con il percorso umano e professionale degli allievi ufficiali, offrendo loro strumenti e prospettive per affrontare con consapevolezza le sfide del futuro.


























