Nel cuore del mare, nella memoria di tutti

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(10-09-2026) Il 09 settembre a Brindisi si celebra, presso il sacrario del Marinaio, la giornata dei marinai caduti in mare. Nello stesso luogo l’Ordinario Militare Gian Franco Saba ha presieduto la Liturgia della Parola. Vi hanno preso parte don Paolo Solidoro, cappellano militare della Brigata MM San Marco, con gli altri cappellani militari della Zona Pastorale Puglia. Erano presenti il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago, il Presidente del Comitato Militare NATO Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, il Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Aurelio De Carolis, il Comandante della Brigata Marina San Marco, Contrammiraglio Michele Orini, il Comandante della Terza Divisione Navale, Contrammiraglio Marcello Grivelli, il Prefetto di Brindisi Guido Aprea, il Sindaco Giuseppe Marchionna e il Questore Aurelio Montaruli. E inoltre diverse altre autorità militari e civili e Associazioni combattentistiche e d’Arma.

Durante la sua omelia l’arcivescovo ha richiamato il dono della vita e della fede, esplicitato attraverso un momento di silenzio orante, per rendere omaggio a tutti i caduti del Mare. Il bravo evangelico scelto per la cerimonia di quest’anno è stato quello della Tempesta Sedata, centro della riflessione della giornata commemorativa.

Sua Eccellenza, parlando del mare e delle sue tempeste, ha precisato che: “il mare è per l’uomo via di incontro, di lavoro e di speranza per tanti nostri fratelli. Ma alcune volte può diventare luogo di sacrificio, di riposo eterno”. Il Vangelo della Tempesta Sedata ha illuminato il cuore e la mente dei presenti, ricordando il sacrificio di tanti militari e civili dispersi in mare, che hanno testimoniato il senso del dovere, oltre a: coraggio, fedeltà e vero senso di responsabilità. La barca, la nave, può rappresentare la nostra vita, la nostra patria: ci sono momenti di serenità e momenti in cui le onde sembrano più forti di noi e ci fanno paura.

“La fede non significa non avere paura, ma imparare a non lasciarci dominare da essa, confidando che Cristo è con noi anche quando sembra silenzioso. Il Vangelo – ha concluso Mons. Saba – ci invita oggi a passare dalla domanda: Signore, perché non fai nulla alla fiducia: Signore, rimani con me anche in questa tempesta”. A volte quest’ultima non finisce immediatamente, ma cambia il nostro modo di attraversarla. I nostri caduti in mare, saranno ricordati in cielo, nella comunione dei Santi.

Il Cappellano Militare
don Paolo Solidoro