Lampedusa – L’Ordinariato nel solco del successore di Pietro

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(06-07-2026) Il 3 e 4 luglio, l’Ordinario militare per l’Italia, S. E. Mons. Gian Franco Saba, insieme ai cappellani militari della zona Pastorale XV Regione Sicilia, ai vescovi della Conferenza episcopale siciliana, hanno vissuto momenti di fraternità e di gioia in preparazione alla visita storica di Papa Leone a Lampedusa.

Diversi sono stati quelli toccanti che l’Ordinario ha condiviso attraverso l’incontro con tutti i militari e le forze dell’ordine presenti sull’isola. Dalla celebrazione della santa cresima presso il 134° Centro remoto radar AM, fino alla visita pastorale e di ringraziamento a tutti gli enti militari territoriali. La cerimonia della deposizione della corona nel luogo del naufragio dei migranti, con la partecipazione delle motovedette della Guardia di finanza, della Guardia Costiera e dell’arma dei Carabinieri ha racchiuso e motivato quel senso di preghiera, di silenzio e di riflessione, nel ricordo di quanti hanno perso la vita per cercare e trovare una speranza esistenziale.

Papa Leone ha scelto Lampedusa come meta della sua visita rinnovando il forte richiamo alla solidarietà verso i migranti e alla responsabilità continua nell’affrontare il fenomeno delle migrazioni con un forte omaggio alle vittime del mediterraneo, con una sosta al cimitero dell’isola e un momento di preghiera davanti alla porta d’Europa simbolo di speranza e di accoglienza.  Nel corso della santa messa, celebrata davanti a migliaia di fedeli ed istituzioni militari e civili, il Papa ha invitato l’Europa a promuovere politiche capaci di accogliere e mai più decisioni prese e mai realizzate. Bisogna accogliere, proteggere, promuovere e integrare, facendo riflettere le coscienze di tutti per una svolta decisiva.

Un pensiero particolare è stato rivolto dal Santo Padre Papa Leone alle donne e uomini delle Forze Armate, della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza e di tutte le forze armate di sicurezza e di Polizia che ogni giorno nelle attività di ricerca e di soccorso, salvano centinaia di migranti uomini donne e bambini. Il Pontefice ha espresso riconoscenza per il loro servizio, spesso svolto in condizioni difficili evidenziando come il loro lavoro rappresenti un importante contributo alla salvaguardia della vita umana e alla sicurezza del territorio.

La dignità umana ha un valore come quello della solidarietà e della collaborazione tra istituzioni sociali militari religiose e volontari. Lampedusa continua così a rappresentare un luogo simbolico dove si incontrano il dolore di chi attraversa il mare in cerca di un futuro migliore e l’impegno quotidiano di chi opera per salvare vite umane. Il messaggio di papa Leone è stato quello di costruire una cultura dell’accoglienza, senza dimenticare il prezioso lavoro di quanti ogni giorno sono chiamati a coniugare umanità, professionalità e senso del dovere.

(don Paolo Solidoro)