Cari amici musulmani,
As-salāmu ʿalaykumā, Pace su di voi!
Un saluto di pace e di fraternità a tutti voi, da parte della Chiesa Ordinariato Militare per l’Italia, mentre inizia in concomitanza un cammino di rinnovamento interiore: voi con il Ramadan e noi con la Quaresima.
In questo particolare tempo, la pia pratica del digiuno declinata in forme diverse, desidera comunque accomunarci verso un obiettivo condiviso. Esso ci aiuta a liberare lo sguardo da un materialismo ammalato, risvegliare il cuore dal torpore che assopisce i sensi dello spirito da una vita priva di Dio, affinare lo sguardo verso l’orizzonte dell’Eterno e dell’Eternità come meta qualificante dell’esistenza umana.
La preghiera, il silenzio e la carità verso il prossimo, generano il clima di un digiuno che apre all’Altro e all’alterità. Un itinerario di fede e di fraternità tanto necessario in un tempo nel quale le discordie, le violenze e le guerre sono una pericolosa minaccia per tutti i popoli, culture e religioni.
Tutti riconosciamo che la pace è dono di Dio. Più volte Papa Leone XIV ha sottolineato che la guerra mai è santa, solo la pace è santa. Davanti a questa sfida epocale noi tutti, testimoni pubblici delle diverse fedi, abbiamo il compito e la vocazione di porre in atto i processi di pace ispirati da un autentico spirito religioso. «È questo un servizio fondamentale che le religioni devono rendere all’umanità sofferente, vigilando sul crescente tentativo di trasformare in armi persino i pensieri e le parole» (Papa Leone XIV 1° gennaio 2026).
Servire la fraternità universale è una vocazione che ci accomuna e ci impegna con gesti concreti. In questa logica e con questo desiderio forte nel cuore, auspichiamo che anche le nostre diverse forme di assistenza spirituale rivolte ai tanti mondi della Difesa, trovino nei leader religiosi, credenti di differenti fedi, compagni di viaggio che annunciano la luminosa luce dell’amore, accesa da Colui che è Grande, Misericordioso e Principe della pace.
I cappellani militari, che in relazione con i fratelli musulmani sono presenza di prossimità, incarnano il desiderio che insieme possiamo realizzare il sogno di un’umanità riconciliata e fraterna, come espresso nel prezioso testo firmato ad Abu DaBhi. Il loro servizio potrà grandemente contribuire nel dialogo fraterno, mediante incontri di amicizia e di reciproca conoscenza a convertire l’intelligenza ed il cuore dalle forme religiose «deformate», prestando alto apprezzamento per quanto stabilito nella Sura 24: «Iddio è la luce dei cieli e della terra, somiglia la sua luce a una nicchia in cui v’è una lampada, la lampada è in un cristallo, il cristallo è come una stella splendente, arde d’un albero benedetto, un olivo né orientale né occidentale, quasi il suo olio illumina benché non lo tocchi fuoco, luce su luce, guida Iddio alla sua luce chi vuole, e propone Iddio gli esempi agli uomini, e Iddio di ogni cosa è sapiente».

