(04-05-2026) C’è un’ora in cui il tempo militare si ferma. Non per un ordine impartito, non per una sirena o una tromba. Si ferma perché qualcosa di più grande entra nella scuola, attraversa il masso e i corridoi, sale lo scalone, e si posa leggero e potente insieme, sull’anima di chi lo sa accogliere.
Giovedì 30 aprile 2026, nella Chiesa dell’Annunziata della Scuola Militare Nunziatella di Napoli, un gruppo di Allievi ha vissuto esattamente questo: l’ora in cui tutto tace e parla solo lo Spirito.
La Chiesa dell’Annunziata non è uno sfondo qualsiasi. Le sue mura hanno raccolto generazioni di giovani in uniforme, le loro preghiere sussurrate prima di esami, la commozione delle famiglie nelle cerimonie di fine anno, il silenzio raccolto di chi si prepara a servire. Entrare lì è già, di per sé, un atto che porta il peso della tradizione, non come fardello, ma come radice. Eppure, quel giorno, nel calore mite di una mattina scolastica, quella chiesa era qualcosa di diverso. Era il luogo scelto dallo Spirito Santo per scendere, ancora una volta, su chi lo aveva chiamato.
A presiedere la Santa Messa era Mons. S.E.R. Gianfranco SABA con il nostro Cappellano don Luigi SARNATARO. La sua presenza non era solo istituzionale: era il segno visibile di una Chiesa che cammina accanto a chi indossa l’uniforme, che non lascia solo il soldato nel momento della fede così come non lo lascia solo nel momento del dovere. Quando Monsignor Saba ha tracciato il segno della croce con il sacro Crisma sulla fronte di ciascun Allievo, pronunciando le parole antiche «Ricevi il sigillo del dono dello Spirito Santo» qualcosa è accaduto che nessun regolamento potrebbe descrivere. In quel gesto breve, quasi impercettibile ma ricco di significato, si è compiuto il sacramento: non un rito formale, ma un’alleanza rinnovata tra l’uomo e Dio.
C’è una particolarità nel ricevere la Cresima da militari in formazione. Chi porta la divisa impara presto che esistono valori per i quali vale la pena rischiare: il senso del dovere, la lealtà, il coraggio. Ma quel giorno, sull’attenti davanti all’altare, quegli stessi giovani hanno incontrato il fondamento di tutti i valori: la grazia di Dio, che precede ogni merito, ogni rango e ogni gerarchia. Lo Spirito Santo, con i suoi valori di sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio, non scende su chi è già perfetto. Scende su chi è disposto. E quegli Allievi, accompagnati dai propri padrini e madrine, erano disposti. La forza del sacramento si è incontrata con la formazione che la Nunziatella forgia ogni giorno. Non si contraddicono: si completano. Il soldato che ha paura di Dio (nel senso evangelico del termine, quello del rispetto profondo e dell’amore filiale) è il soldato che non dimentica mai per chi e per cosa combatte.
Le cerimonie passano. Ma ci sono momenti che non si archiviano, perché non appartengono al tempo ordinario: appartengono all’eternità che ogni tanto fa capolino dentro la storia degli uomini. Il 30 aprile 2026, nella piccola chiesa di una scuola militare affacciata su Napoli, lo Spirito Santo ha fatto esattamente questo: è entrato nella storia di quei ragazzi e vi ha lasciato il suo sigillo.
Gli Allievi della Scuola Militare Nunziatella ringraziano Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Gianfranco Saba per la grazia della sua presenza e della sua guida pastorale.
A cura dell’Al. Christian De Luca














