Discorso al Presidente della Repubblica in occasione dell’Incontro per il Centenario (stralci)

05-03-2026

Quirinale – 5 marzo 2026

Signor Presidente della Repubblica,

a nome mio e dell’Ordinariato Militare per l’Italia, Le rivolgo il più deferente saluto e Le esprimo un sincero e rispettoso ringraziamento per la sua preziosa e costante vicinanza, della quale l’odierna accoglienza al Palazzo del Quirinale ne è segno eloquente. Saluto anche il Signor Ministro della Difesa, il Signor Ministro dell’Economia e delle Finanze, i Sottosegretari di Stato, il Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa, i Capi di Stato Maggiore delle Forze Armate, i Comandanti Generali e tutti i vertici della difesa, le autorità politiche, civili e militari di ogni ordine e grado e tutti i cappellani militari, i gentili ospiti qui convenuti. Con la vostra presenza date lustro a questo significativo evento.

Signor Presidente, questo incontro, nel contesto del Centenario dell’Ordinariato Militare per l’Italia, evidenzia il profondo legame tra il servizio all’Italia e l’assistenza spirituale assicurata alle forze armate. Un legame che diventa missione e servizio dei cappellani militari per la cura integrale della persona umana, offerta a uomini e donne in uniforme e alle rispettive famiglie. Nel quadro del Centenario ricordiamo anche i quarant’anni della Costituzione apostolica Spirituali Militum Curae di San Giovanni Paolo II, maturata nel contesto della riforma del codice di diritto canonico del 1983 e della revisione concordataria del 18 febbraio 1984. In tale processo l’assistenza spirituale alle forze armate ha trovato una configurazione definita e coerente nei rapporti tra Stato e Chiesa. La visione antropologica e sociale da Gaudium et Spes presenta il servizio della Chiesa come lievito nel mondo, un servizio radicato nella storia. Tale compito assume così le connotazioni di una società visibile e di una comunità spirituale che risana ed eleva la dignità della persona umana, consolida la compagine dell’umana società e conferisce al lavoro quotidiano degli uomini e delle donne un più profondo senso e significato. L’Ordinariato Militare fa suo l’invito del Santo Padre Leone XIV a promuovere concretamente itinerari e laboratori per la costruzione dell’amicizia sociale. Lavoro lento e arduo che scaturisce dall’educazione continua della coscienza promuovendo la responsabilità morale propria di chi si adopera insieme per la dignità della persona, il progresso, lo sviluppo, la comune appartenenza all’unica famiglia umana …

Per favorire quel nobile lavoro, che possiamo definire travaso e testimonianza dei più alti valori dello spirito, tale servizio comunemente indicato come formazione delle coscienze, possiamo esprimerlo con un’immagine biblica: possedere lo scudo dell’archeo. San Paolo VI presentava questo scudo come educazione della coscienza al coraggio della verità e dell’amore. Affermava Papa Montini, una verità difesa, sicura e capace di sostenere l’urto delle opinioni, il coraggio della verità e virtù morale e psicologica … Noteremo che l’educazione spirituale così, sulla scia di questo magistero illuminato, si dimostra una palestra di energia spirituale, di nobiltà umana, di padronanza di sé, di coscienza dei propri doveri. Così esortava San Paolo VI, indicando con quale via affrontare i tempi moderni ovunque ed in specialissimo modo nei contesti formativi quali accademie, scuole, istituti e centri di formazione per il personale militare …

È una forma di assistenza spirituale. Mentre in queste ore le apprensioni per la guerra toccano il cuore di tanti uomini e donne e di nazioni dove abitano popoli, culture e religioni differenti, in occasione del Centenario dell’Ordinariato Militare intendiamo adoperarci, orientati dal Santo Padre Leone XIV, per pensare, elaborare e trasmettere una pedagogia dell’assistenza spirituale … per una pace disarmata e disarmante, fedeli alla carta costituzionale italiana che ripudia la guerra e promuove il rispetto della dignità di ogni persona umana.

Signor Presidente, nel Centenario assumiamo la storia come memoria riconoscente e come responsabilità e nello stesso tempo come spazio profetico di discernimento e rilancio, mettendo al centro la dignità della persona e la cura delle relazioni. È con questi sentimenti che le rinnovo il nostro deferente saluto, al quale desideriamo trasmettere l’affetto e l’apprezzamento per il suo eminente servizio che mostra singolari sensibilità umane ed istituzionali …

(trascrizione da audio – registrazione)