Firenze – Cresime e battesimi alla “Douhet”

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(11-05-2026) Il 7 Maggio 2026 sarà una data indimenticabile per alcuni allievi della Scuola Militare G. Douhet di Firenze. Nella Basilica monumentale di Santo Spirito, 4 di loro hanno ricevuto i Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana: Battesimo, Cresima, Eucarestia, altri sono stati confermati nella fede con il Sacramento della Cresima.

Gli allievi commossi e convinti hanno detto il loro “Si” alla vocazione cristiana.

È stato messo in evidenza che tra la scuola, la vita militare e le tante iniziative che vivono, nonostante tutte le occupazioni quotidiane non hanno chiuso il cuore alle domande più profonde e, dopo una ricerca personale e con l’accompagnamento del cappellano, con la gioia e l’entusiasmo della loro età, hanno voluto incontrare Cristo e ricevere chi il Battesimo chi la conferma della fede.

L’Ordinario Militare Mons. Gian Franco Saba con una gioia visibile li ha accolti, incoraggiati a portare avanti ciò che hanno ricevuto e di volare alto attraverso il loro impegno culturale, militare e anche soprattutto l’impegno spirituale! (v. stralci omelia dell’Ordinario riportati dopo l’articolo).

I ragazzi accompagnati dai loro padrini e madrine, dai genitori e da tutta la Scuola Militare presente alla celebrazione, hanno sperimentato la gioia di una famiglia più grande che li ha accolti: la Chiesa. Hanno partecipato alla celebrazione gli altri cappellani militari di Firenze.

Il Generale Edi Turco, dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche di Firenze, ha salutato e omaggiato l’Arcivescovo con un’immagine fiorentina raffigurante la Madonna con il bambino ed inoltre ha ringraziato Padre Giuseppe Pagano, priore della Basilica, e la comunità dei padri agostiniani con una statuetta della Madonna di Loreto. Dopo l’indirizzo di saluto ha rivolto un pensiero molto profondo e apprezzato agli allievi che hanno ricevuto i Sacramenti.

 

Dopo la celebrazione l’Arcivescovo ha offerto a tutti i battezzandi e cresimandi una Bibbia come segno della loro fede e il mandato di portare a tutti la Parola di Dio.

(Don Iosif Varga)

 

Stralci omelia dell’Ordinario Militare per l’Italia

 

Come discepoli del Signore vi siete preparati per iniziare un cammino di vita nuovo, accogliendo il dono di entrare a far parte della Chiesa mediante il battesimo e il dono dello Spirito Santo mediante il sacramento della confermazione. Questa esperienza, che vi ha condotti qui è veramente un’esperienza di Cenacolo, cioè un’esperienza discepolare.

Come ha ben sottolineato il cappellano militare, il vostro tempo, le vostre giornate sono segnate dallo studio, dall’apprendimento della sana disciplina, dalla formazione intellettuale e dalla iniziazione alla vita militare, a un servizio che è rivolto verso la patria, verso l’umanità. Un tempo che voi condividete in modo comunitario, una ricchezza speciale, particolare, dentro la bella famiglia dell’Aeronautica. Sicuramente segnato anche da fatiche, da difficoltà, ma da tante gioie e da tante soddisfazioni …

Sono felice di potervi accogliere nella Chiesa, di potervi accompagnare nel cammino ecclesiale ascoltando la parola di Dio insieme, donandovi la grazia dello Spirito Santo, perché la vostra vita possa veramente arrivare a una pienezza. E questo, allora, è il primo obiettivo che vogliamo mettere in rilievo …

 

Come ci ricorda Sant’Agostino, vi è una lingua comprensibile a tutti: la lingua dell’amore. E questi anni per voi sono importantissimi, perché voi formate il vostro cuore, la vostra mente, la vostra intelligenza ad amare senza confini. Gli aerei ci porteranno e vi porteranno a comunicare ovunque, a partire, a decollare e atterrare in tanti aeroporti dove si parlano tante lingue, per essere ambasciatori di amore. Voi vi preparate per divenire una generazione che dovrà contribuire a diffondere la difesa dell’amore, la difesa della concordia, la difesa della persona umana. Quella difesa nella quale ogni persona, di ogni lingua, di ogni popolo, di ogni nazione, come dice l’autore degli Atti degli Apostoli, deve essere rispettata, riconosciuta e amata. Oggi noi viviamo in una cultura nella quale spesso manca il rispetto, il rispetto per gli altri, l’attenzione per gli altri, l’accettazione degli altri. Ecco, il tempo che oggi voi vivete è davvero bello perché è un una palestra di educazione ad aprire il vostro cuore in modo universale …

Veramente il mio augurio, la mia preghiera è proprio questa: che la Pentecoste apra a questa esperienza di apertura universale, di consapevolezza che apparteniamo ad un’unica famiglia umana e che siamo chiamati a metterla in comunicazione non solo con la tecnologia, con la scienza e con i mezzi, ma con l’umanità. Serve un nuovo umanesimo dell’incontro. E la vostra professione vi offrirà tantissime occasioni per divenire umanisti dell’incontro. Parlare di questo qui a Firenze credo che sia bellissimo, di un umanesimo dell’incontro. Ecco, formate il vostro cuore, formate la vostra intelligenza, perché possiate sempre volare alto e volare per essere comunicatori, ambasciatori di umanità e di pace.