Tra fede e speranza: i militari italiani in Libano pregano per la pace al Santuario di San Charbel e ricordano il Centenario dell’OMI

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(11-05-2026) In un tempo segnato da incertezze e tensioni internazionali, un momento di intensa umanità e spiritualità ha unito i militari italiani impegnati nella missione in Libano. Accompagnati dal Cappellano Militare Don Farcas, si sono raccolti in preghiera presso il Santuario di San Charbel (Annaya Libano), luogo sacro immerso nel silenzio e nella devozione.

L’occasione è stata quella del centenario dell’Ordinariato Militare per l’Italia, una ricorrenza che ha assunto, in terra libanese, un significato ancora più profondo. Durante la Santa Messa, i militari hanno affidato le loro preghiere alla pace nel mondo, alle proprie famiglie – presenza invisibile ma costante nella missione – e al dono prezioso dei cappellani militari, punto di riferimento nei contesti più complessi.

Ma è stato un gesto semplice, nato dal cuore di una bambina, a rendere questo momento indimenticabile. Miriam, una giovane libanese, ha donato una candela a Sua Eccellenza Gianfranco Saba. Una “candela della pace”, l’ha chiamata, chiedendo con innocenza e forza di pregare per il suo popolo.

Quella fiamma, accesa nel santuario, è diventata simbolo di speranza condivisa, capace di superare lingue, culture e confini. Nella luce tremolante della candela si sono riflesse le speranze di un Libano ferito ma vivo, e l’impegno silenzioso di chi, lontano da casa, continua a servire credendo in un futuro di pace.

Un gesto piccolo, ma dal significato immenso. Perché, anche nei contesti più difficili, è proprio da una luce fragile che può nascere una speranza più grande.