(14-05-2026) Nel quadro delle iniziative promosse per il Centenario dell’Ordinariato Militare per l’Italia, i cappellani militari della VII Zona Pastorale Interforze Emilia-Romagna hanno vissuto un significativo momento di incontro e riflessione con l’arcivescovo di Modena-Nonantola, Erio Castellucci.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di approfondimento pastorale e spirituale che sta accompagnando le celebrazioni del Centenario dell’Ordinariato Militare, dopo la recente visita pastorale in Emilia-Romagna dell’Ordinario Militare per l’Italia, Gian Franco Saba, che nelle scorse settimane aveva incontrato autorità religiose, comunità militari, cappellani e rappresentanti delle Forze Armate e di Polizia presenti sul territorio regionale.
L’incontro con mons. Castellucci si è svolto in un clima di fraternità sacerdotale e di confronto aperto sul ministero dei cappellani militari nel tempo presente, segnato da tensioni internazionali, conflitti sociali e dalla crescente difficoltà nel costruire autentiche relazioni di dialogo e pace.
Nel suo intervento, l’arcivescovo ha sviluppato una riflessione sul significato teologico del presbiterio, richiamando le radici antiche della comunione sacerdotale nella Chiesa dei primi secoli. Citando sant’Ignazio di Antiochia e l’esperienza delle prime comunità cristiane, mons. Castellucci ha ricordato come il ministero sacerdotale fosse vissuto originariamente come una responsabilità condivisa e sacramentale attorno al vescovo.
Ripercorrendo poi l’evoluzione storica del termine “presbiterio”, l’arcivescovo ha sottolineato come il Concilio Vaticano II abbia recuperato il valore ecclesiologico e sacramentale della fraternità tra i sacerdoti, non ridotta a semplice collaborazione organizzativa ma fondata sulla comune partecipazione al ministero di Cristo.
La riflessione si è quindi collegata al tema della pace, indicato da mons. Castellucci come chiave interpretativa dell’attuale momento storico e della missione stessa dei cappellani militari. «La pace – ha spiegato – non può essere un discorso astratto rispetto alla realtà che viviamo», richiamando i conflitti armati, le tensioni sociali e le dinamiche di contrapposizione che attraversano la società contemporanea.
Rivolgendosi direttamente ai cappellani militari, l’arcivescovo ha evidenziato la delicatezza del loro ministero accanto a uomini e donne impegnati quotidianamente nella custodia della sicurezza, della legalità e della convivenza civile. Un servizio che, ha osservato, significa sostenere persone chiamate a “custodire la pace dove c’è, riportarla dove si è spezzata e ricostruire equilibri compromessi”.
Un riferimento particolarmente concreto è stato quello alla presenza dell’Accademia Militare di Modena, a pochi passi dal Duomo, realtà profondamente radicata nella vita della città e “fucina” dei futuri comandanti dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri. L’arcivescovo ha evidenziato il valore della presenza discreta ma costante del cappellano militare, che proprio attraverso l’esperienza maturata accanto agli allievi ufficiali e al personale militare è capace di accompagnare persone chiamate a responsabilità gravose e a situazioni spesso segnate dalla fatica umana e professionale.
Particolarmente significativo il passaggio dedicato alla “pace di Cristo”, definita dal pontefice come «una pace disarmata e disarmante», capace di attraversare le fatiche, le ferite e le prove della vita umana.
Nel corso dell’incontro non sono mancati riferimenti concreti all’esperienza pastorale maturata accanto ai militari e alle loro famiglie. Mons. Castellucci ha ricordato con gratitudine la presenza discreta ma preziosa dei cappellani nei momenti difficili vissuti da molti appartenenti alle Forze Armate, specialmente durante trasferimenti, separazioni familiari o situazioni personali complesse.
L’incontro si è concluso con un dialogo fraterno tra i partecipanti, che hanno condiviso esperienze, difficoltà e prospettive del ministero pastorale nelle diverse realtà militari dell’Emilia-Romagna, confermando il valore di una presenza ecclesiale chiamata ad accompagnare il mondo militare con ascolto, vicinanza e spirito di servizio.
La foto, poi, davanti alla lapide commemorativa dei parroci e cappellani militari modenesi morti durante i conflitti mondiali.


