Una esperienza vissuta sotto tanti sguardi riconoscenti

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(08-06-2026) Cari, ripensando alla sfilata di oggi, (ndr – 2 giugno) porto nel cuore una sensazione davvero bella. È stata un’esperienza emozionante e, nonostante tante ore trascorse in piedi sembrava che la fatica accumulata a un certo punto, d’un tratto, fosse svanita. Per tutto il tragitto si sentiva il calore della gente: applausi, sorrisi, sguardi di stima e di affetto verso i cappellani militari. E la cosa che mi ha colpito di più è che questo non si percepiva solo nel passaggio tra gli spalti ai fori, ma anche prima e dopo, quando non c’erano microfoni, commenti o telecamere. Ho incrociato tanti sguardi riconoscenti e mi sono chiesto quante persone abbiano ricevuto del bene dai cappellani militari nel corso della loro vita. Forse dietro quegli sguardi c’era il ricordo di una parola, di una presenza, di un aiuto ricevuto in un momento difficile.

Tutto questo mi ha fatto riflettere su una cosa: il bene non ha bisogno di essere difeso o di trovare continuamente giustificazioni. Il bene, semplicemente, emerge e parla da sé. E oggi, in mezzo a tanta gente, ho avuto la sensazione che fosse proprio così. Per me è stata la risposta più bella che si potesse ricevere in questi giorni in cui i soliti “zeloti” cercano di seminare zizzania.

(Don Antonio Nicolaci)