Quarantanove baschi verdi cresimati nel Duomo Di Orvieto

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(19-06-2026) Si è svolta lo scorso 18 giugno, nella splendida cornice del Duomo di Orvieto, la celebrazione del sacramento della Confermazione per quarantanove allievi “Baschi Verdi” del corso A.T.PI della Scuola Allievi della Guardia di Finanza. Un momento di grazia che ha intrecciato, ancora una volta, il cammino della fede con quello della formazione militare, segnando una tappa significativa nella vita spirituale e personale dei giovani finanzieri.

La solenne celebrazione eucaristica è stata presieduta da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Gianfranco Saba, che ha amministrato il sacramento ai cresimandi in un clima di intensa partecipazione e raccoglimento. Accanto a lui, all’altare, hanno concelebrato il Cappellano Militare della Scuola Allievi, Padre Davide Armando Moscogiuri, il Decano della IX Zona Pastorale, Don Giuseppe Maria Balducci, il Cappellano dei Carabinieri della Legione Umbria, Don Arnaldo, e il Segretario dell’Ordinariato Militare, Don Giovanni.

Alla cerimonia hanno preso parte, oltre ai familiari degli allievi giunti numerosi a condividere questo giorno di festa, anche il Comandante della Scuola Allievi, Colonnello Andrea Girella, accompagnato dal proprio staff, e una rappresentanza del Corso Allievi A.T.PI di Orvieto, a testimonianza della vicinanza dell’Istituzione ai propri giovani in un momento tanto importante della loro crescita umana e spirituale.

Nel corso dell’omelia, Mons. Saba ha rivolto ai cresimandi una riflessione profonda e accorata, partendo dalla domanda che i discepoli rivolsero a Gesù — “Maestro, insegnaci a pregare” — per condurre l’assemblea a riscoprire il valore della preghiera come dimora nella presenza di Dio. Di seguito alcuni passaggi più significativi del suo intervento:

 

«Non spegnere mai questo desiderio. Il desiderio di parlare con il Signore, il desiderio di dialogare con Dio, il desiderio di mettervi alla presenza di Dio. Nessuno di noi deve dimenticare questo, perché è una via che dona al nostro cuore, alla nostra vita, la possibilità di fare una grande scoperta: il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.»

«La preghiera non è estraneazione dalla vita, non è evasione dalle responsabilità, dall’impegno sociale, non è evasione dall’impegno militare che vi attende, che già esercitate in qualche modo. La preghiera è respiro della nostra vita privata e pubblica, perché ci aiuta a decodificare quei linguaggi interiori che solo con la luce dello Spirito Santo, che voi oggi riceverete, è possibile decodificare.»

«Davanti al Signore c’è sempre la possibilità di riprendere la strada, di ricominciare da capo, sempre, in ogni situazione, in ogni circostanza. Dio sa prima ancora, e quindi stare alla presenza di Dio vuol dire anche questo: sapere che Dio mi attende.»

«Ecco perché è importante l’assistenza spirituale: voi diventate professionisti in tanti campi, ma in tutti questi campi è importante non escludere l’essere professionisti dello spirito, capaci di leggere il cuore, il proprio cuore, il cuore della vita, il cuore della realtà che siamo e siete chiamati a servire.»

«Lo Spirito Santo che oggi riceverete è lo Spirito che vi dà la forza, la fortezza, la luce, la sapienza per discernere, e vi insegna l’arte della misericordia e della compassione, che non è chiudere gli occhi sulla realtà, ma è quell’occhio di Dio che cerca di far rinascere ogni persona.»

 

Il Vescovo ha quindi invitato i giovani Baschi Verdi a vivere il dono ricevuto come una sorgente di forza per il cammino che li attende, ricordando loro che «mai si è soli», poiché ciascuno è chiamato a essere collaboratore di Dio nella costruzione di un regno di amore, di pace e di giustizia — un compito che si intreccia naturalmente con la vocazione al servizio proprio della vita militare.

La celebrazione si è conclusa in un clima di gioia e gratitudine, suggellando un legame che da sempre unisce la Scuola Allievi della Guardia di Finanza alla città di Orvieto e al suo Duomo, luogo simbolo di fede e di bellezza, scelto ancora una volta per accompagnare un passo importante nella vita di questi giovani, chiamati a coniugare il servizio alla Patria con la testimonianza della fede.