(08-09-2026) Si è chiusa oggi a Sacrofano, presso la Fraterna Domus, la tre giorni di programmazione pastorale della Diocesi Ordinariato Militare.
Nella cappella Santa Maria Madre dell’Accoglienza, il Vescovo castrense, Gian Franco Saba, ha presieduto la messa finale, concelebrata dal nuovo vicario generale, mons. Michele Magnani, e da 150 Cappellani Militari provenienti dalle diverse Zone Pastorali d’Italia.
Così l’Ordinario Militare nell’omelia nel corso della quale ha incentrato la sua riflessione sulla natività della Beata Vergine Maria. “Nel mistero della nascita di una persona – ha ribadito il Presule – abbiamo perso il senso del mistero. Questo è il primo aspetto che mi pare la natività di Maria, attraverso la tradizione liturgica che è Lex Orandi e Lex Credendi, ci trasmette. E ci invita a riscoprire questa dimensione della nascita di ciascuno di noi. Nella nascita di ogni persona permane una dimensione di mistero che è nelle mani di Dio. La vita umana – ha proseguito mons. Saba – è mistero, ed è un mistero non isolato, è un mistero connesso dentro la storia di salvezza”. “Maria – ha aggiunto – è grande in funzione della vocazione che svolgerà in relazione a Dio e all’umanità, al progetto di Dio verso l’umanità stessa. Ecco perché la tradizione dei Padri la definisce, con San Girolamo, una terra feconda, una terra fertile, la terra promessa della tradizione di Israele. E Sant’Ambrogio la ricorda come il segno di chi porta frutto, il cui frutto è Cristo. Ecco – ha aggiunto – credo che questo apra anche a noi una prospettiva di vita importante, che è quella del legame con la vite, di cui in questi giorni abbiamo parlato, di quella linfa vitale per la quale la vita ha veramente senso, ha significato, porta proprio frutto perché dentro un ceppo: Cristo”.
Il Vescovo ha messo in risalto in più passaggi, l’umiltà di Maria che: “deve orientare la vita della Chiesa, la nostra vita di presbiteri chiamati a portare nella storia Cristo, a portare frutto, a essere la terra feconda”. L’Ordinario ha poi asserito: “in una società nella quale occorre vigilare sulla cultura della potenza, del dominio, dell’apparenza, di una estetica priva di sostanza, molte volte essere persone che hanno dentro la consapevolezza dell’essenza, di ciò che veramente conta, è veramente importante”.
Dopo un’ampia riflessione sull’esempio di Maria, Saba ha concluso: “questo ci invita altresì ad affrontare le fatiche, le sofferenze, le difficoltà, la contraddizione non con la logica del potere, non con la logica della prepotenza, non con la logica del dominio, ma con lo spirito del servizio.
La natività di Maria – ha concluso – ci ricorda proprio questa dimensione: nell’umiltà e nel silenzio si possono molte volte costruire i più grandi progetti. Ciò non vuol dire sparire per l’assenteismo, ma è sparire per far emergere Cristo”.
Questo, il mandato affidato ai Cappellani Militari per il nuovo anno pastorale.



