(19-09-2026) La mattina del 12 settembre, si è concluso al Santuario del Divino Amore il XIX Pellegrinaggio notturno dei militari, familiari e amici, guidato dall’Arcivescovo Mons. Gian Franco Saba, Ordinario Militare per l’Italia.
Una notte di preghiera, di ascolto e di comunione. Una notte nella quale circa duecento militari, insieme a familiari e amici, hanno camminato verso il Santuario del Divino Amore accompagnati da Maria, nel segno del tema scelto per questa XIX edizione: «Con Maria, pellegrini di speranza e costruttori di pace».
Un tema che ha dato un significato particolare al cammino, soprattutto in questo tempo segnato da guerre, divisioni e tante ferite. Camminare con Maria significa lasciarsi guidare da Lei sulla strada della speranza e imparare a diventare, nei luoghi della nostra vita, costruttori di pace.
Il pellegrinaggio ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle Forze Armate e di Polizia. Tra loro il Gen. D. Ugo Cantoni, Comandante della Legione Carabinieri Lazio, il Gen. Marco Pecci, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma, il Col. Stefano Tosi, Comandante del Gruppo Carabinieri Roma, insieme a ufficiali, sottufficiali, familiari e amici.
Particolarmente significativa è stata la presenza dell’Arcivescovo Mons. Gian Franco Saba, che ha accompagnato e presieduto il pellegrinaggio, insieme ai Cappellani militari della X Zona Pastorale e a due parroci della Diocesi di Roma con un gruppo di fedeli.
Una presenza che ha reso visibile la comunione sinodale tra la Chiesa Castrense e la Chiesa di Roma, nel desiderio di «imparare a lavorare insieme» come spesso ricorda Papa Leone nei suoi interventi.
Il XIX Pellegrinaggio si è svolto nel contesto del 100° anniversario della costituzione dell’Ordinariato Militare per l’Italia.
Cento anni nei quali la Chiesa ha camminato accanto agli uomini e alle donne delle Forze Armate, attraverso la presenza dei Cappellani militari, chiamati a condividere la vita, le fatiche, le gioie e le speranze di quanti sono impegnati nel servizio.
Inter Arma Caritas: una presenza che vuole essere soprattutto prossimità, ascolto e fraternità; una Chiesa che non rimane distante, ma cammina accanto alle persone e alle loro storie.
Tra i momenti più belli e significativi vi è stato l’arrivo alla Torre del Miracolo.
Ad attendere i pellegrini c’erano anche alcune persone che, per motivi di salute o di servizio, non avevano potuto percorrere il cammino notturno. Non hanno però voluto rinunciare all’incontro con la Madonna e alla celebrazione.
È stato un segno particolarmente bello: anche chi non ha potuto camminare era, in qualche modo, pellegrino con noi.
La commozione è cresciuta davanti alla presenza di un Carabiniere, sottoposto pochi giorni prima a un delicato intervento a cuore aperto, che ha voluto raggiungere il Santuario per fermarsi ai piedi della Madonna e ringraziare la Madre del Divino Amore.
In quel gesto semplice era racchiusa la preghiera di tanti. Di chi camminava nella notte e di chi aspettava al Santuario; di chi era presente e di chi era lontano; di chi viveva un momento di gioia e di chi portava nel cuore una sofferenza.
Dopo aver varcato la soglia della Torre del Miracolo, il pellegrinaggio ha trovato il suo compimento nella celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Mons. Gian Franco Saba.
“Dalla strada all’altare, dalla fatica del cammino alla gioia dell’incontro con Cristo: è lì che ogni pellegrinaggio trova la sua vera meta,” parole pronunciate dal Presule Castrense durante l’omelia.
Al termine della celebrazione, il Decano della X Zona Pastorale, Don Salvatore Nicotra, ha rivolto un sentito ringraziamento all’Arcivescovo per la sua presenza e per le parole con cui ha esortato tutti a vivere da veri credenti, guardando a Maria come modello di fede, di fiducia e di disponibilità a Dio.
Ha poi ringraziato tutti i pellegrini e quanti, con discrezione e generosità, hanno contribuito alla realizzazione del pellegrinaggio, sottolineando come la bellezza di questa esperienza sia stata possibile proprio grazie al contributo di tanti.
Il XIX Pellegrinaggio al Divino Amore si è concluso così, ma il cammino continua.
Continua nelle nostre famiglie, nei nostri reparti, nelle nostre comunità, nei luoghi in cui siamo chiamati a servire.
Con Maria vogliamo custodire la speranza ricevuta durante questa notte e trasformarla, giorno dopo giorno, in gesti concreti di fraternità, di servizio e di pace.
Don Donato Palminteri

















