Il Capo di SME e l’Ordinario Militare hanno incontrato i cappellani militari

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(25-09-2026) Si è svolto ieri presso il Circolo Ufficiali dell’Esercito “Pio IX” di Roma l’incontro tra il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, e una rappresentanza dei Cappellani Militari impegnati al servizio dell’Esercito.

All’appuntamento hanno preso parte l’Ordinario Militare per l’Italia, S.E.R. Mons. Gian Franco Saba; il Vicario Generale, Mons. Michele Magnani; e il Vicario Episcopale per l’Esercito, don Gianfranco Pilotto. L’incontro annuale ha assunto quest’anno un significato particolare, inserendosi nel cammino delle celebrazioni per il Centenario dell’Ordinariato Militare per l’Italia.

Nel delineare la complessità degli attuali scenari operativi, il Generale Masiello ha richiamato il valore della missione affidata ai cappellani militari: «Il cappellano militare è una presenza fondamentale nella vita dei nostri soldati: con la sua vicinanza, il suo ascolto e il suo servizio contribuisce a mantenere viva la fiamma dei valori che animano ogni donna e ogni uomo dell’Esercito. È una presenza che accompagna, sostiene e rafforza il senso di comunità, ponendo al centro la persona e quei valori di solidarietà, rispetto e servizio che costituiscono parte essenziale della nostra identità».

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha quindi espresso profonda gratitudine per l’opera quotidianamente svolta dai cappellani, indicandoli come punti di riferimento saldi tanto per i comandanti quanto per i militari.

L’Ordinario Militare, Mons. Gian Franco Saba, ha ringraziato tutti i cappellani per il prezioso servizio svolto e ha collocato l’incontro nel più ampio cammino di ascolto avviato dall’Ordinariato nei confronti della realtà che è chiamato a servire: il mondo della Difesa.

Richiamando il principio di realtà, fondamentale nella teologia pastorale, Mons. Saba ha evidenziato la necessità che anche il Corpo dei Cappellani Militari entri pienamente in una dinamica di rinnovamento, sapendo leggere quelle che ha definito le «vene della storia di oggi».

«L’insieme dei cappellani militari è un corpo e, come un corpo, deve ragionare. Dobbiamo costantemente addestrarci e formarci, sul piano teorico e pratico, per il servizio che ci è affidato», ha affermato l’Ordinario. Per tale ragione, la preparazione dei cappellani deve seguire un percorso specifico e qualificato: il ministero nell’ambiente militare richiede, infatti, un particolare carisma, insieme alla capacità di comprenderne il linguaggio, le esigenze e le dinamiche.

Proprio in considerazione dell’importanza della formazione, l’Ordinariato sta dando vita a due nuovi strumenti di lavoro: il Centro di Pastorale di coordinamento e il Centro Alti Studi per l’Assistenza Spirituale, quest’ultimo pensato anche in una prospettiva internazionale e interculturale.

Il centenario, ha proseguito Mons. Saba, non rappresenta soltanto una ricorrenza celebrativa, ma un’occasione di verifica, riflessione e approfondimento. In tale prospettiva, l’Ordinariato intende offrire il proprio contributo al rinnovamento della cultura della Difesa, della quale costituisce una componente valoriale essenziale, ponendo al centro la persona e le risorse umane.

«A noi non viene chiesto di compiere analisi sui materiali bellici, ma di rivolgere l’attenzione alla persona chiamata a utilizzarli, o a scegliere di non utilizzarli», ha osservato l’Ordinario, sottolineando la delicatezza del compito affidato ai cappellani.

Tra gli atteggiamenti da recuperare e consolidare, Mons. Saba ha indicato la disciplina, la disponibilità all’itineranza e la flessibilità, all’interno di una struttura gerarchica che deve conservare chiarezza e coesione. Il ministero di presenza, prossimità e ascolto, infatti, non può essere improvvisato, ma richiede preparazione, equilibrio e una costante capacità di discernimento.

L’azione pastorale dell’Ordinariato è stata pertanto articolata in quattro grandi aree: sviluppo umano integrale; cooperazione e comunicazione internazionale; culture ed educazione; annuncio, missione e missioni. A queste si affiancano specifici nuclei di servizio, destinati a diventare luoghi permanenti di studio, confronto e corresponsabilità e di rapporto con le strutture del mondo della Difesa.

L’obiettivo è valorizzare e mettere in circolazione le competenze, le esperienze e i titoli dei numerosi cappellani militari, che costituiscono la vera ricchezza dell’Ordinariato, promuovendo un sistema di collaborazione capace di coinvolgere tutte le sue componenti.

Concludendo il proprio intervento, Mons. Saba ha richiamato il valore della sinodalità, intesa come capacità di imparare a lavorare insieme. Un tema già posto al centro del recente incontro di Sacrofano e destinato a diventare il metodo operativo attraverso il quale sviluppare le quattro macroaree pastorali e rendere sempre più efficace il servizio ai militari e alle loro famiglie.

 

Credits: foto Esercito