Due nuovi sacerdoti e un diacono per la Chiesa Castrense

(04-11-2026) Mercoledì 28 ottobre 2026, presso la Basilica Santa Maria degli Angeli in Assisi, animato da spirito di preghiera l’intero corpo presbiterale dell’Ordinariato Militare per l’Italia ha accolto don Simone Nardiello come neo diacono, e don Salvatore Domenico Maria Guarneri assieme a don Sebastiano Marrone come neo presbiteri.

La gioia di questi fratelli in Cristo, formatisi presso la Scuola Allievi Cappellani – Seminario S. Giovani XXIII, è stata sentita e condivisa dall’Ordinario Militare mons. Gian Franco Saba, che ha manifestato emozione nel celebrare le prime ordinazioni del suo mandato come pastore della Chiesa Castrense, assieme alla gratitudine espressa verso il suo predecessore che ha curato le precedenti fasi formative.

Il senso di commozione, di cui era colma la Basilica, trasudava inconfondibilmente da un collegio presbiterale che, nell’orazione e nel peculiare servizio loro affidato, vive il suo essere Corpo mistico di Cristo: in modo misterico – ha focalizzato mons. Saba nell’omelia – gli ordinandi saranno chiamati a far circolare la linfa della grazia della comunione tanto con Dio quanto con i fratelli, in forza di “un’appartenenza nello Spirito, generati non da carne né da sangue ma dallo Spirito che ci riunisce in una fraternità”.

Per il Cappellano Militare, accanto al sentire ecclesiale, giunge l’opportunità di un ausilio, ossia lo sprone della militarità: “il senso di corpo fa esprimere i più alti valori umani della solidarietà, della fraternità, della comune partecipazione, della lealtà, della dedizione altruistica agli altri. Questi valori in un corpo sacerdotale assurgono a dimensione sacramentale, divenendo così servi della comunione.”

 

Rilevante, infine, è stato il monito rivolto dall’Ordinario Militare verso ciascun Cappellano, a curare e tenere desta e ben formata la coscienza personale. Il sacerdozio ministeriale, ricorda mons. Saba, non sia semplicemente inteso come generosità o disponibilità personale, ma sia riconosciuto anzitutto il partecipare alla missione stessa di Cristo, da cui proviene la dignità e la potestà del sacerdozio. Il sacerdote ordinato, continua mons. Saba, sia cosciente di essere servitore delle opere che Dio realizza meravigliosamente nella storia dell’umanità e pertanto sia un uomo inserito nel complesso sociale, pronto a uscire dal guscio di una condizione cristallizzata e privilegiata, ma non si dissoci dell’essere uomo di Dio lasciando che la grazia di Dio forgi il suo cuore e la propria mente.

In sintonia con le parole di S. Agostino, consegnate dal Santo Padre Leone XIV in occasione dell’udienza per il Centenario e riprese dall’Ordinario Militare durante l’omelia, auguriamo a don Simone, ora diacono, a don Salvatore Domenico Maria e a don Sebastiano, ora presbiteri nella Chiesa Castrense, di vivere il loro ministero come un “amoris officium” ossia un servizio di amore, a partire dall’amore da cui si è stati investiti e che, dal momento delle ordinazioni diaconale e presbiterali, dovrà trasfondersi nel panorama dell’umanità che attende il lieto annuncio.

Ignazio Coniglio

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