Messaggio dell’Arcivescovo per la Quaresima 2014 Convertiti, condividi, adora!

All’inizio del Tempo di Quaresima troviamo un chiaro invito di Dio a rientrare in noi stessi, ad introdurci «nel segreto», nell’interiorità. Certo, il tempo non si ferma né gli impegni, i doveri, le responsabilità ci lasciano più liberi in questo periodo per dedicarci alla cura della vita interiore. Dio, però, ci guida, donandoci tre imperativi che ci interrogano: convertiti, condividi, adora! Convertiti! Dio ci chiama alla conversione. Non è una forma di discriminazione né un comando emesso da Qualcuno lontano da noi. Convertiti significa «cambia strada» e la strada che Dio propone passa sempre per l’intimo di noi stessi, passa per l’esame profondo della coscienza dove, inevitabilmente, incontriamo Lui che ci accoglie, ci perdona, ci riempie di una misericordia senza limiti. E proprio questa misericordia apre alla conversione: sì, la misericordia muove il cuore verso Dio e, quindi, verso decisioni che ci rendano sempre più vicini a Lui, sempre più come Lui che – come ricorda Papa Francesco nel suo Messaggio per questa Quaresima richiamando San Paolo – «si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà» (cf 2 Cor 8,9). Condividi! Ciascuno di noi sa a quale conversione Dio lo chiami in questa Quaresima; ciascuno potrà testimoniare quali peccati la misericordia di Dio cancellerà per sempre, facendo respirare l’amore e la libertà. Ma c’è una conversione che è per tutti: «Quando il potere, il lusso e il denaro diventano idoli, si antepongono questi all’esigenza di una equa distribuzione delle ricchezze – scrive Papa Francesco -. Pertanto, è necessario che le coscienze si convertano alla giustizia, all’uguaglianza, alla sobrietà e alla condivisione». Dobbiamo condividere e, per farlo, è necessaria una vera conversione, un cambiamento di vita, di logica, di scelte. Gesù ci esorta a fare l’elemosina «nel segreto» (Mt 6,4): ciò significa non mettere in piazza il bene che facciamo ma significa pure che l’elemosina deve arrivare al «segreto», alla parte più intima, coinvolgere la totalità di noi stessi; solo così diventa carità, amore, condivisione di vita prima ancora che di pane. Farci poveri è una conversione, necessaria anche per superare la crisi economica e la crisi più profonda di tanti uomini e donne che rasentano la disperazione. Adora! Questa conversione va imparata. «Ad imitazione del nostro Maestro, noi cristiani siamo chiamati a guardare le miserie dei fratelli, a toccarle, a farcene carico e a operare concretamente per alleviarle», aggiunge il Papa. Per imparare a farci poveri bisogna guardare Lui povero, innamorandosi della Sua povertà. Ed è qui che sboccia la preghiera, prima di tutto l’Adorazione. Inizia, col Mercoledì delle Ceneri, una nuova esperienza nella vita della nostra Chiesa, che vedrà le chiese dell’Ordinariato di Roma – Santa Caterina e il Sudario – dedicate all’Adorazione Eucaristica perpetua per la Pace. Se è vero che, come aggiunge ancora il Papa nel suo Messaggio – «la miseria è la povertà senza fiducia, senza solidarietà, senza speranza» e che non c’è solo «la miseria materiale» ma anche «la miseria morale e la miseria spirituale», la mancanza di pace è certamente una delle miserie più grandi e drammatiche che, noi militari in particolare, siamo chiamati a sconfiggere, prima di tutto e soprattutto con l’arma potente della preghiera. Nella preghiera, auguro di cuore che la Quaresima della nostra Chiesa, comunità di fratelli che cammina con il Signore e verso il Signore, sia cammino di conversione, condivisione, adorazione. E così sia! Vi benedico di cuore. Il vostro Vescovo                                                                                         X Santo Marcianò

15-05-2014