Mons. Saba alle Crocerossine: “Lasciamoci guidare dalle parole di Santa Caterina”

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(29-04-2026) Le Infermiere Volontarie della Croce Rossa hanno celebrato stasera la loro Patrona, Santa Caterina da Siena, nel giorno della sua festa. A presiedere l’Eucarestia, nella chiesa principale dell’Ordinariato a lei intitolata, l’Ordinario Militare S.E. Mons. Gian Franco Saba.

Concelebranti il vicario generale, mons. Sergio Siddi, il segretario particolare di Sua Eccellenza, don Giovanni Tanca, il rettore di Santa Caterina, don Pasquale Madeo e il cappellano don Antonio Fiozzo.

Erano presenti Sorella Emilia Bruna Scarcella (Ispettrice Nazionale del Corpo delle Infermiere Volontarie Ausiliarie delle Forze Armate), Dott. Pietro Mariani (Capo di Gabinetto della Croce Rossa Italiana, in rappresentanza del Presidente della Croce Rossa Italiana, Dott. Rosario Balastro), Avv. Francesco Pastorello (Presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale), Sorella Alessandra Simotti (Ispettrice Territoriale di Roma).

Numerosa la partecipazione delle Crocerossine, in rappresentanza delle diverse zone del paese.

All’inizio della celebrazione un saluto all’Ordinario è stato porto da don Pasquale (che è anche cappellano delle Crocerossine) il quale, riprendendo il loro motto “Ama, Salva, Conforta, Lavora” ha inteso mettere in risalto come lo stesso esprima bene “il loro modo di essere al fianco dei cappellani militari”.

A seguire alcuni stralci dell’omelia pronunciata dall’Arcivescovo:

Voi siete il segno visibile della gratuità, dell’amore, della gratuità di Dio, della gratuità come valore per se stesso, in una società nella quale tutto sembra essere soppesato nelle bilance delle varie economie. Volontarie …

Caterina spese la sua vita per la società e per la Chiesa del suo tempo nella gratuità di un servizio, il servizio della riconciliazione, il servizio dell’assistenza verso coloro che erano poveri …

E il tema del Vangelo che è stato proclamato: venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi darò ristoro. Ci sono stati anni nei quali nel contesto europeo la vostra presenza è stata segnata nei luoghi di guerra, nei campi di battaglia, nei luoghi di sanità. Oggi immagino in alcuni contesti dove vi sono delle missioni. Ma certamente incoraggio, in questo tempo di riflessione da parte dell’Ordinariato, un’ulteriore riflessione affinché questo prezioso valore che è la partecipazione libera al servizio dell’amore verso il prossimo, e in modo particolare dei mondi sofferenti della difesa, possa avere sempre più una valenza rilevante …

Come diceva sempre il nostro amato Papa Francesco, perché vi sia un ospedale da campo serve un ospedale di base. E credo che la vostra missione sia in questa dialettica tra l’ospedale da campo e l’ospedale di base. E Papa Leone XIV incoraggia ad uscire costantemente, ad essere una Chiesa in uscita, presente nella realtà, non impaurita dalla realtà, ma immersa dentro le vene della storia. Ecco, portare in queste vene, far scorrere il sangue del soccorso, credo sia veramente una missione oggi tanto importante …

Lasciamoci guidare dalle parole di Santa Caterina, la quale ci ricorda che Egli viene incontro a un mondo infermo, al mondo universale, per trasfondere l’amore di Dio. E questo è l’altro aspetto: l’universalità, l’universalità della nostra missione.

Alla fine della celebrazione è intervenuta l’Ispettrice nazionale, Sorella Emilia Bruna Scarcella, che ha ringraziato l’Ordinario e i sacerdoti concelebranti, nonché tutte le consorelle convenute da ogni parte d’Italia, “si sono mosse – ha detto rivolgendosi a mons. Saba – dalla Val d’Aosta alla Calabria, come si dice, isole comprese, per venire a essere qui con lei”. L’Ispettrice ha poi sottolineato la bellezza del dono “che lei ci ha fatto nel centenario dell’Ordinariato … per cui la ringraziamo tantissimo …”. “Siamo vicine ai cappellani – ha concluso – siamo vicine a chi ha bisogno … e nell’ausiliarietà siamo anche vicine alle forze armate, con i cappellani, ovunque ci sia bisogno …”.

L’animazione della liturgia è stata curata, al solito, dal M° don Michele Loda.