Lourdes: l’avvio con Rosario, penitenziale e stamane la Messa

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(22-05-2026) All’interno di una cornice di autentica comunione e di fervente preghiera, ha avuto inizio ieri sera il Pellegrinaggio Militare Internazionale, per il gruppo italiano con la recita del Santo Rosario alla Grotta, dove si sono ritrovate le rappresentanze delle Scuole Militari con i cappellani.

Guidato da padre Nicola Ventriglia (cappellano coordinatore italiano a Lourdes) è stato animato da un gruppo di cappellani militari.

La grazia ricevuta sotto il manto di Maria è proseguita con la liturgia penitenziale nella chiesa di S. Bernadette, nel contesto della quale hanno ricevuto il sacramento della misericordia tantissimi militari in atteggiamento penitenziale, di revisione e conversione di vita, per una più efficace sequela di Cristo nel peculiare servizio loro affidato.

Illuminante, poi, la parola di riflessione donata dall’Arcivescovo Gian Franco Saba. Questi ha sottolineato il motivo per il quale ci si è recati a Lourdes: per chiedere a Gesù, attraverso Maria, una luce per guardare con uno sguardo nuovo, guardare noi stessi e, come ci ricorda san Paolo, riconciliarci. Per fare questo occorre affinare non soltanto la vista esteriore, ma la vista del cuore, ascoltare ciò che ci dice il nostro cuore. Siamo venuti qui a Lourdes per incontrare Bernadette, che ascoltò il messaggio di Maria, che portava il messaggio di Gesù. Anche noi vogliamo ritornare a casa portando nel nostro cuore il messaggio di Gesù. E sapete qual è il messaggio di Gesù? Che egli ci ama, ci ha riconciliati e, dice san Paolo, noi siamo divenuti ambasciatori di questa riconciliazione. Anche voi, cari giovani che vi preparate a servire la patria, la comunità umana e anche la Chiesa con le vostre energie, il vostro intelletto, il vostro cuore, la vostra tenacia, il vostro spirito di donazione, sarete chiamati nel XXI secolo a essere ambasciatori di riconciliazione”.

Il percorso di pellegrinaggio è continuato stamattina con la messa. In essa anche l’emozionante rito di ammissione agli Ordini Sacri dei seminaristi Pietro Antonio Auriemma e Giuseppe Piccolo (presentati dal pro-rettore don Rino De Paola) luminoso segno di adesione al sì a Dio come Maria.

Nell’omelia l’Ordinario, dopo un opportuno ricordo della figura di Rita da Cascia “un’altra grande santa”, ha ulteriormente ribadito come si debba mirare, con l’esperienza di Lourdes, a “divenire ambasciatori di riconciliazione anche oggi, in una società nella quale l’indifferenza religiosa, la tentazione di vivere senza Dio, porta al sopruso degli uni sugli altri, alla violenza, a un progetto della vita e della storia segnato dalle nubi”.

“Riflettiamo brevemente – ha aggiunto a seguire – sulla prigionia di Paolo. Paolo annuncia il Vangelo in circostanze complesse. Anche noi siamo chiamati a testimoniare il Vangelo in luoghi complessi, dentro le vele della storia, ci ricorda papa Leone, nelle trame di una vita sociale segnata da contraddizioni”. Quindi rivolgendosi ai due seminaristi ha detto: “Cari Pietro e Giuseppe, che vi preparate per svolgere il delicato compito di cappellani militari, anche voi sarete chiamati in nuove frontiere, non probabilmente quelle narrate da una determinata letteratura, ma frontiere sociali nelle quali occorre portare l’annuncio del Vangelo che riconcilia i cuori con se stessi e con Dio, messaggeri del perdono di Dio, messaggeri dell’amore”.

La liturgia eucaristica è stata animata dal Coro della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guadia di Finanza de L’Aquila, coordinato dal M° don Michele Loda. Il Coro gallurese “Regina della Pace”, diretto dal M° Luigino Cossu (una delle voci e dei chitarristi più autorevoli della musica tradizionale sarda) ha cantato la preghiera mariana “Deus ti salvet Maria”.